#laBuonaScuola: abilitazioni PAS nelle scuole, a costi contenuti, con docenti di ruolo per trasferire le competenze che occorrono

COMUNICATO STAMPA – Le proposte dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori per i docenti con esperienza della Terza Fascia delle GI

docenti diritti lavoratoriNapoli, 12 luglio – Sinistra Italiana sposa la battaglia dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori (vai all’articolo). Il professore Pasquale Vespa presidente dell’Associazione, a nome degli iscritti e dei colleghi docenti lavoratori di Terza Fascia con servizio, ringrazia il capogruppo alla Camera di SI Arturo Scotto, il senatore Peppe de Cristofaro e il coordinatore regionale della Campania del partito Tonino Scala per aver fatte proprie le istanze portate avanti con determinazione dall’Associazione.

Nella nota diffusa dal nascente partito infatti si legge: “Dopo l’approvazione della Legge 107/2015 si rende ancora più urgente la necessità di dare una risposta ai tanti lavoratori che si trovano nel limbo della III fascia e questo potrebbe avvenire con il riconoscimento d’ufficio dell’abilitazione all’insegnamento per coloro che hanno raggiunto i tre anni di insegnamento (180 giorni per tre annualità), in accordo con la Direttiva europea 36/2005. Mentre si chiede l’attivazione di nuovi PAS con cadenza annuale – per un periodo transitorio di anni 5 – che possano consentire l’abilitazione di tutti i docenti attualmente inseriti in Terza Fascia delle GI, che conseguiranno un periodo di servizio pari a 360 giorni, così come affermato dalla sentenza n. 2750/15 del Consiglio di Stato”. Punti per i quali si batte l’Associazione fin dalla sua costituzione.

“La nostra proposta – dice il professor Vespa – è di far effettuare i corsi abilitanti nelle Scuole Pubbliche e non più nelle Università, a costi contenuti, ed i cui proventi potrebbero finanziare le scuole che ospiteranno questi docenti per la loro formazione. I colleghi di ruolo potrebbero così trasferire le loro competenze, quelle che servono realmente! E’ il minimo risarcimento che i precari di terza fascia si attendono per non aver consentito loro di partecipare all’ultimo concorso a cattedra. In più stiamo lavorando per l’unità della categoria. Docenti precari e di ruolo insieme per scrivere la piattaforma programmatica da portare nelle Piazze e nelle Istituzioni, al di là dell’iniziativa dei sindacati confederali che da un anno a questa parte hanno abdicato alla loro funzione di rappresentanza di questa categoria di lavoratori vessati da un governo di finta sinistra.”

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