Ospedale Cardarelli, chiude il reparto per la terapia del dolore e il primario lancia una petizione online

Quello per la terapia del dolore è stato il primo reparto del Centro-Sud ad assistere i malati terminali

Ospedale.Cardarelli.NapoliNapoli, 12 luglio – L’unico reparto della Campania che si occupava di cure palliative e terapia del dolore, per lo più a malati oncologici, rischia di chiudere. Il 21 giugno scorso la dirigenza del nosocomio più grande del Mezzogiorno, l’Ospedale Cardarelli di Napoli, nel piano di riordino inviato alla Regione Campania ha cancellato il reparto per la terapia del dolore, abolendo i posti letto e sostituendoli con un ambulatorio. Nato quasi quarant’anni fa e primo in tutto il Centro-Sud Italia, il reparto del Cardarelli necessitava per restare aperto di 4 milioni e 800mila euro, soldi che il commissario di governo alla sanità campana, Joseph Polimeni,  intende risparmiare con il nuovo piano ospedaliero.

Così il primario Vincenzo Montrone, che a breve andrà in pensione, ha lanciato una petizione online destinata al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. “La chiusura del reparto – spiega il primario – determinerà che tutti i malati affetti da patologia tumorale, che arrivano in fase terminale e ricoverati nelle varie divisioni, saranno inviati, come accadeva molti anni or sono, nel dipartimento di emergenza (rianimazione, terapia intensiva, medicina di urgenza) determinando ricoveri impropri e una morte priva di umanità”. Non solo: “Ovviamente questi ricoveri – conclude il dirigente medico – sottrarranno posti letto ed impediranno ad alcune persone di poter salvare la propria vita senza dover affrontare vergognosi trasferimenti in elicottero per mancanza di posti letto in rianimazione”.

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