Marghera, Napoli e Barcellona. De Magistris partecipa a un nuovo incontro sulle “città ribelli”

Il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris, ha incontrato il sindaco di Barcellona Ada Colau, il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin e il fondatore del movimento transnazionale European Alternatives, Lorenzo Marsili

Colau deMagistrisNapoli, 15 luglio – Dopo aver incontrato negli scorsi giorni a Roma l’ex ministro delle finanze della Grecia Yanis Varoufakis (vai all’articolo), il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nella giornata di giovedì ha partecipato a un’assemblea pubblica dal titolo “Città ribelli per cambiare l’Europa”, insieme al sindaco di Barcellona Ada Colau, al presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin e a Lorenzo Marsili, fondatore del movimento transnazionale European Alternatives.

Sia la Colau che de Magistris hanno raccontato le difficoltà iniziali vissute alla guida dei rispettivi Comuni. “Anche solo due anni fa a Barcellona sembrava impossibile eleggere la prima donna sindaco. Con un passato da attivista, di origine popolare, femminista dichiarata, estranea alle lobby e ai partititi tradizionali. Dunque, si può lavorare insieme all’alternativa”, ha detto la Colau. “Quando mi candidai nel 2011 nessuno pensava minimamente potessi vincere. Adesso mi sono ripresentato pur avendo contro tutto lo schieramento politico: il Partito Democratico, il Governo, il principale giornale della città, le mafie del posto, il centrodestra, finanche il Movimento 5 Stelle. Alla fine abbiamo vinto lo stesso”, ha detto prendendo la parola de Magistris.

Il sindaco di Barcellona e il primo cittadino di Napoli successivamente hanno esposto la loro idea di Europa. “Siamo di fronte alla crisi più forte dell’Europa da quando è stata fondata”, ha affermato la Colau. “Il futuro è a rischio, quindi bisogna ricordarsi di com’è nata l’Europa. Con l’idea di un territorio di pace, per dire ‘no’ alla guerra. Sappiamo però che l’Europa è stata costruita dall’alto, attorno agli interessi economici. Invece va ricostruita partendo dal basso. La burocrazia e l’establishment europeo sono lontanissimi dai cittadini e dei loro problemi quotidiani. È stata creata da interessi privati una enorme disuguaglianza, che poi è diventata crisi economica e crisi morale, quest’ultima rappresentata dalla corruzione e dalla crisi nella gestione dei rifugiati. Se c’era un momento per dimostrare che questa Europa aveva un senso era proprio adesso”.

“Il manifesto di Ventotene di Spinelli era molto affasciante: un’Europa unita pur nelle sue diversità”, ha detto de Magistris. “Io – continua – sono molto preoccupato, perché di solito le città non si schierano. Noi dobbiamo dimostrare di non partecipare a mura che si innalzano. I primi ad essere preoccupati dall’arrivo dei profughi sono i sindaci. Quando arrivano queste persone non abbiamo i soldi per accoglierli. E nonostante questo il sindaco di Lampedusa, che non ha un euro, va e gli accoglie a braccia aperte. Così facendo facciamo una rivoluzione”.

Le battaglie affrontate da Barcellona e da Napoli sono spesso simili: le lotte per l’accoglienza dei migranti e contro le politiche di austerità dell’Ue. Lotte che secondo i partecipanti all’incontro devono avere come principali protagoniste le città. “In questo momento di crisi bestiale – ha detto sintetizzando la Colau – la vera grande forza del municipalismo è proprio ispirata da pragmatismo, realismo, vicinanza al popolo nelle pratiche quotidiane”.

FOTO: tratta da corrieredelmezzogiorno.it

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