Movimento 5 Stelle, dal Tribunale di Napoli stop all’espulsione di 36 attivisti

A renderlo noto è stato Lorenzo Borrè, avvocato che ha presentato il ricorso per conto di 23 dei 36 esclusi dal Movimento 5 Stelle

Movimento.5.StelleNapoli, 16 luglio – La settima sezione del Tribunale di Napoli ha disposto la sospensione delle espulsioni dei 36 attivisti del Movimento 5 Stelle di Napoli, avvenuta lo scorso febbraio. A renderlo noto è stato Lorenzo Borrè, avvocato di parte di 23 dei 36 attivisti esclusi. “Per il Movimento 5 Stelle – ha dichiarato l’avvocato – è un terremoto, in quanto cade l’impalcatura su cui si sono basate centinaia di espulsioni e la stessa sospensione di Pizzarotti”.

I magistrati contestano il fatto che l’espulsione sia una decisione non presa da un’assemblea. Scrivono infatti i giudici: “Le norme contenute nel regolamento pubblicato sul portale del leader politico del Movimento – Beppe Grillo, ndr – non possono disciplinare le materie come l’esclusione degli associati, riservate dalla legge alla competenza assembleare, mancando una disposizione in tal senso dello statuto”.

L’accoglimento del ricorso è basato anche sull’interpretazione che i giudici hanno dato del M5s: “Nonostante non si definisca partito politico è da considerarsi tale in quanto articolato sul territorio al fine di concorrere alla determinazione della politica nazionale. In quanto partito, il diritto politico – si legge nella sentenza – a non essere espulsi senza un grave motivo è da ritenersi prevalente all’interesse amministrativo dell’associazione”.

La lunga battaglia tra i 23 dissidenti ed il Movimento 5 stelle era iniziata nel febbraio scorso, quando furono espulsi dallo staff di Grillo con l’accusa di far parte di un gruppo segreto su Facebook che avrebbe avuto lo scopo di manipolare le primarie interne al Movimento per le elezioni amministrative di Napoli.

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