Presentazione del libro di Raffaele Cantone, “Operazione Penelope”. Don Tonino Palmese: “La stessa parola Legalità, oggi, è pronunciata dai migliori delinquenti, evasori fiscali e puttanieri, diventando, così, oggetto di offesa”.

“La cultura è l’unica via d’uscita dalla condizione di sudditanza che crea la mafia”.

CASORIA. Lunedì 4 giugno alle ore 17,30, nella biblioteca comunale di Casoria, il magistrato della Corte di Cassazione, Raffaele Cantone, ha presentato il suo libro “Operazione Penelope”.

Sono intervenuti, oltre al Magistrato, Don Tonino Palmese, vicepresidente della Fondazione Poli.s. e referente di Libera in Campania, la professoressa Luisa Marro, assessore alla Cultura,  il senatore Tommaso Casillo, assessore alla Sicurezza. A moderare gli interventi, il giornalista Massimo Milone mentre alla voce dell’attrice Carmen Femiano è stata affidata la lettura di alcuni passi del libro.

Nel corso del convegno è avvenuta la premiazione per il Progetto “Off Giovani”, curato dal direttore di CasoriaDue, Nando Troise e dal dottor Mimmo Falco.

L’incontro si è svolto in una sala gremita e piena anche all’esterno, come non si era mai visto prima, indice dell’interesse per le tematiche affrontate e per la presenza di relatori insoliti. Il libro di Cantone, “Operazione Penelope”, ha voluto associare alla forza delle  azioni il potere delle parole, per condividere la lotta contro l’illegalità diffusa ovunque e che sta compromettendo seriamente le basi della democrazia e dell’economia del nostro Paese. “In genere alle parole susseguono le azioni, quando non restano solo parole, ma nel nostro caso è accaduto il contrario”.

Il male che rimbalza dalla nuova borghesia camorristica dei colletti bianchi agli amministratori pubblici, dai politici collusi alle cricche del sottobosco, giungendo ai centri del potere traviato e corrotto. Qualcuno ha definito lo sguardo di Cantone affilato come un bisturi e di fatto lo è: 8 anni trascorsi alla direzione antimafia gli hanno consentito di conoscere la criminalità organizzata, come pochi.

Le parole hanno un peso”, questa frase il Magistrato l’ha ripetuta tante volte. “Perché in certe terre, malgrado ciò che pensano improvvisati esperti dell’Antimafia, le parole continuano ad avere un peso enorme; pronunciarle può portare conseguenze impreviste ed imprevedibili; perché la camorra vuol mantenere il controllo ferreo su tutto, non solo su appalti e affari, ma anche su idee e pensieri”.

Significativo l’intervento di Massimo Milone che ha voluto ricordare Angelo Narducci, giornalista degli anni ’70, ma anche politico e poeta quando scriveva: “Come cattolici, ci ostiniamo a lavorare come artigiani sulla parola perché sia onesta, perché non tradisca, perché corra in qualche modo libera sulle labbra, nasca da coscienze illuminate, severe, semplici, coerenti, non cerchiamo il successo, ma interlocutori”

E poi la “predica civile” di Don Tonino Palmese che ha affascinato i presenti: “La malavita organizzata è un fatto culturale, prima ancora che sociale o politico. La  stessa  parola  Legalità,  oggi,  è  pronunciata  dai  migliori delinquenti,  evasori fiscali e puttanieri, diventando, così, oggetto di offesa. Oggi la mafia è nelle nostre case, è dentro di noi. Si veste del cittadino normale, i mafiosi sembrano come te: è il parlamentare, il professionista e perché no il prete. La cultura è l’unica via d’uscita dalla condizione di sudditanza che crea la mafia. La mafia, infatti, ha paura delle scuole che funzionano bene e delle associazioni che si adoperano per l’interesse  collettivo”.

Ed infine, i numeri della camorra, presentati dalla professoressa Luisa Marro, hanno sconcertato non poco gli astanti: un viaggio dritto dritto nel cuore della “bestia”.

Il senatore  Tommaso Casillo, nel suo intervento, ha ribadito con forza : ”Per affrontare la piaga della malavita organizzata che ci attanaglia serve il contributo fattivo delle Istituzioni politiche, dellla Scuola, della Chiesa e della Società civile tutta”.

E per concludere, la lettera, tratta dal libro ”Operazione Partenope”, che il Magistrato Cantone ha scritto a Silvio Berlusconi, interpretata dalla bellissima voce dell’attrice Carmen Femiano.

[link]          La lettera di Raffaele Cantone

Lascia un commento

15 − 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.