Do not disturb. Il teatro si fa in albergo, summer edition

Giunge a conclusione la rassegna teatrale inaugurata il 17 luglio

do not disturbGiunge a conclusione l’avventura estiva di Do not disturb – Il teatro si fa in albergo, format teatrale ideato da Mario Gelardi e prodotto dal Nuovo Teatro Sanità, che ha presentato, dal 17 al 31 luglio, al Grand Hotel Parker’s, tre nuovi cicli di stanze teatrali. Il 31 luglio, nell’ormai consueta location di Corso Vittorio Emanuele, andrà in scena il ciclo dedicato alle coppie felici, firmato da Fabiana Fazio e Mario Gelardi e diretto da Gelardi e Carlo Caracciolo. In scena oltre allo stesso Caracciolo, Irene Grasso, Riccardo Cirrarelli, e Fabiana Fazio. Il ruolo del concierge sarà interpretato da Carlo Geltrude.

Due storie d’amore inedite, per questo ultimo appuntamento estivo con Do not disturb. Due coppie più o meno felici si ritrovano nelle stanze del Grand Hotel Parker’s, chi per ritrovare un’intimità perduta, chi per vivere una passione imprevista. Due incontri scritti da Fabiana Fazio e Mario Gelardi che si ispirano alla più felice stagione della commedia inglese, un tono leggero per parlare di sentimenti e leggerezze umane. Lo storico lussuoso albergo di Corso Vittorio Emanuele farà da scenario naturale ad incontri incredibilmente romantici, che vedranno coinvolti quattro protagonisti di due vicende teatrali cariche di passione. La particolarità degli incontri tra le due coppie protagoniste di Un lavoro ben fatto (Carlo Caracciolo e Fabiana Fazio) e di A noi due! (Irene Grasso e Riccardo Ciccarelli) è un inaspettato incrocio tra le vicende dei quattro, che condurrà ad un imprevedibile finale dal sapore shnitzleriano.

Gelardi ha voluto così rinnovare il format, che conduce solo pochi spettatori a sera (massimo 25), come intrusi, nell’intimità di alcune coppie, per ascoltare, quasi spiando, i personaggi, poco prima che lascino la stanza, e a proposito dell’ultima versione del suo lavoro, spiega: “Ho pensato che era il momento innovare Do not disturb, un format che ha decontestualizzato il teatro portandolo ad un palmo dal pubblico. Così mi è sembrato che fosse il momento per allargare la squadra degli autori e dare nuova linfa al progetto, ma anche che fosse il momento per sfruttare la vicinanza conquistata e portare il pubblico ancora più vicino al teatro e chi meglio di Shakespeare poteva aiutarci in questa operazione?”.

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