L’ “Intervista” al Positano Teatro Festival

A Piazzetta della Chiesa Nuova con lo spettacolo “Intervista” di Theodor Holman tratto dal film di Theo Van Gogh (traduzione di Alessandra Griffoni) con Viola Graziosi e Graziano Piazza, Regia Graziano Piazza

intervistaPositano – Martedì 2 agosto, alle 21,00, sempre alla Piazzetta della Chiesa Nuova, ancora una proposta di teatro civile, con lo spettacolo di Graziano Piazza “Intervista”, con Viola Graziosi e lo stesso Piazza, che il drammaturgo Theodor Holman ha tratto dall’omonimo film di Theo Van Gogh e Steve Buscemi. Lo spettacolo, è valso alla protagonista femminile, Viola Graziosi, il Premio “Adelaide Ristori” come miglior attrice al Mittelfest 2013. Le Scene sono di Francesco Mari, i costumi di Sabrina Chiocchio, le musiche originali Andrea Nicolini, l’assistente alla regia Elisabetta Canu.

“Conoscevo Theo Van Gogh come un regista particolarmente impegnato nella denuncia sociale – scrive il regista Graziano Piazza – e per il coraggio di proporre una visione personale incisiva ed efficace. La notizia della sua morte avvenuta nello stesso giorno della morte di Pier Paolo Pasolini lo ha, nel mio immaginario, accostato alla grandezza creativa di quest’ultimo. Solo dopo la sua morte, da parte di un fondamentalista islamico, in Italia si è cominciato a mostrare un interesse per il suo lavoro e anche negli USA, il remake del film Intervista ad opera di Steve Buscemi ne è una prova tangibile, come il disseminarsi nel mondo di questo testo divenuto un cult teatrale nei vari continenti. La proposta di Buscemi mi è sempre sembrata troppo patinata e poco consona all’irridente e graffiante personalità di Van Gogh. Dopo la lettura in inglese del testo teatrale ho compreso la portata dell’impianto classico della pièce, rielaborandone le linee essenziali della contemporaneità del mito. Come in una tragedia classica i destini e le verità, le stesse identità e le ferite, svelano gli archetipi della nostra origine, paradigmi contemporanei della nostra illusione. Così, ho elaborato un luogo neutro, un quadrato, un ring con tanto di sgabelli agli angoli, dove poter assistere al match fisico ed emotivo che i due protagonisti vivono. Cercando la semplicità dei corpi, il loro contrapporsi alla menzogna delle parole, costruendone linee essenziali che potessero suscitarne gli svelamenti. Ci sono ferite da svelare, scritte sulla pelle, come la donna araba di Submission, che devono essere guarite e soltanto nell’altro trovano la propria guarigione. Come in un gioco di matrioske la verità appare sempre più profonda e cambia di nome. La superficie del pensiero di silicone, anzi della vera e propria “filosofia al silicone” ad opera della star, si rivelerà una sacra presa di coscienza del mondo e delle sue contraddizioni, in una prismatica valenza femminile in grado di contenere tutte le sfaccettature. L’uomo portatore di un pensiero razionale e rigido, fallimentare e depresso, convinto della sua verità assoluta non riesce a trovare in se stesso quel cambiamento necessario, quelle nuove forme che potrebbero portarlo all’amore. E’ un inno al superamento delle forme, dei pregiudizi, per ritrovare una comune capacità di amare, e amare se stessi attraverso l’altro”.

Ingresso gratuito

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