Lettera al direttore. E’ Vincenzo De Luca il vero Erdogan italiano

Caro direttore,

DeLuca Erdogannon solo in Turchia sono in corso processi di progressiva riduzione degli spazi di democrazia e di personalizzazione del potere. Anche in Italia ci sono leader politici che perseguono lo stesso disegno, anche se da noi non si arriva, naturalmente, alla richiesta di introduzione della pena di morte e all’incarcerazione degli avversari politici. Matteo Renzi ha nominato ministri senza peso che rispondono solo a lui, è contemporaneamente Presidente del Consiglio e Segretario del Partito Democratico, ha fatto approvare dal Parlamento una riforma costituzionale e una legge elettorale che riducono gli spazi politici dell’opposizione, ha fatto nominare direttori dei tg pienamente allineati sulle sue posizioni.

Ma anche il suo amico Vincenzo De Luca  non è da meno e probabilmente la sua parabola politica è ancora più preoccupante. Fin dall’inizio del suo mandato di Presidente della Regione Campania egli ha dimostrato di volersi comportare come per tanti anni si è comportato a Salerno, accentrando il potere e zittendo e insultando gli avversari politici; non ha caso ha nominato molti assessori che non hanno alcun peso politico. Ma è con l’approvazione del nuovo Statuto della Campania (avvenuta martedì 9 agosto) che viene sempre più in evidenza la personalità antidemocratica di Vincenzo De Luca, il suo tentativo di zittire i suoi avversari politici.

Come ha dichiarato il coordinatore regionale di SI-SEL (Sinistra Italiana-Sinistra e Libertà) Tonino Scala l’approvazione del nuovo Statuto “E’ un atto che mina lo Stato di diritto, svilisce le opposizioni e consegna l’attività legislativa nelle mani di un solo uomo al comando. Sarà il Presidente, infatti, non solo a dettare l’agenda ma a decidere come devono essere i provvedimenti poiché l’apposizione della fiducia cancella gli emendamenti e di riflesso anche l’opposizione”. Un’altra cosa preoccupante, però, è che De Luca sta continuando, in pratica, a fare il sindaco di Salerno; non ha avuto alcun pudore a far nominare assessore un figlio e sta dettando alla luce del sole agli attuali amministratori le decisioni da prendere sulle questioni più importanti. Egli si comporta così basandosi su una concezione plebiscitaria del potere, sul rapporto diretto che ha con l’elettorato di Salerno e che sta tentando di instaurare anche con i cittadini campani. Non c’è dubbio: il vero Erdogan italiano è lui.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani (SA)

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