De Magistris: l’Europa dei popoli non è “la messa in scena” di Renzi, Merkel e Hollande

“Renzi avrebbe fatto bene a evitare di scomodare Altiero Spinelli, il quale nel suo Manifesto propone un’Europa unita nelle diversità”, ha scritto il sindaco de Magistris su Facebook

Luigi.de.MagistrisNapoli, 29 agosto – “L’Europa dei popoli e della giustizia sociale non è la messa in scena di lunedì 22 agosto tra la portaerei Garibaldi e l’isola di Ventotene. Quelli sono i responsabili dell’Europa dell’austerità, dei vincoli economici sulla pelle della gente, degli strangolamenti alle popolazioni locali”. Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, riferendosi al vertice che i rappresentanti istituzionali di Italia, Germania e Francia, hanno tenuto sulla portaerei Garibaldi, a largo dell’isola di Ventotene (vai all’articolo).

De Magistris parla di Europa “disumana” e “senza politica estera, assente in politica di sicurezza”. “Il presidente del Consiglio Renzi avrebbe fatto bene a evitare di scomodare Altiero Spinelli, il quale – dice de Magistris –, nel suo Manifesto proponeva un’Europa unita nelle diversità dal Portogallo alla Russia e non mi sembra – aggiunge – che la politica di questa Europa miri a questo”.

Per il sindaco è possibile costruire un’altra Europa, ma questo dipende dalla “collettivizzazione di volontà autonome ma non contrapposte”. È possibile costruire “comunità orizzontali e non verticali, realizzando luoghi in cui le moltitudini discutono e decidono, in alternativa ai pochi oligarchi che sono il prodotto delle stanze chiuse dei centri di potere neo-liberisti”. Motore di questo cambiamento, ricorda il primo cittadino, è “la cultura”. Il sindaco pensa a comunità in cui “la differenza è una ricchezza e non un pericolo”, a comunità “in cui contano le persone, non le accumulazioni di denaro” e nelle quali la natura è “sorgente di vita e non oggetto da stuprare”.

“Affidiamo e mettiamo a reddito sociale – continua il primo cittadino – tutti i luoghi da valorizzare. Sostituiamo al consumismo universale della massificazione depressiva neo-liberista la produzione delle comunità in cui la felicità delle persone è un obiettivo da affidare alle risorse per vivere, al contatto umano e non alla propaganda del pensiero unico. Produciamo ricchezza e lavoro con le nostre bellezze, la nostra storia, la nostra creatività, la nostra umanità. Mettiamo in sicurezza i nostri territori destinando risorse adeguate”.

“L’Europa non la potranno costruire coloro che la stanno annientando, ma coloro i quali praticano la giustizia sociale, l’uguaglianza e l’amore per gli esseri viventi e per la natura. All’Europa degli oligarchi – conclude il sindaco – sostituiamo l’Europa dei popoli”.

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