Di Maio: “Riforma costituzionale serve alla casta per assicurarsi i privilegi”

Il vicepresidente della Camera interviene durante la tappa di Amalfi del Costituzione Coast to Coast

Luigi.Di.MaioSalerno, 5 settembre – “Quando andate a votare eleggete una maggioranza alla Camera e una al Senato. Se volete eleggere alle prossime elezioni con questo sistema istituzionale, e non quello previsto dalle riforme, una maggioranza del Movimento 5 Stelle, noi avremo i poteri per cancellare l’immunità parlamentare, fermare i cambi di casacca e diminuire gli stipendi ai parlamentari”. Lo ha affermato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, rivolgendosi ai cittadini presenti in piazza Duomo ad Amalfi per il Costituzione Coast to Coast, l’iniziativa dei parlamentari 5 Stelle per spiegare le ragioni del “No” al referendum sulle riforme costituzionali.

“Con questa riforma Costituzionale – ha spiegato – potremo avere una maggioranza alla Camera e poi, per eliminare l’immunità parlamentare e per eliminare i cambi di casacca, dovremo andare al Senato dai consiglieri regionale e dai sindaci, e chiedere se per caso si vogliono far eleggere di nuovo dai cittadini, invece di farsi nominare dai partiti”.

“Cosa risponderanno questi signori? Niente, ci diranno che non lo vogliono fare. Con questa riforma – ha sottolineato Di Maio – si sono fatti un’assicurazione sui loro privilegi, sulle loro inuguaglianze, su tutte quelle cose che ci hanno fatto arrabbiare negli ultimi trent’anni perché, se noi sbagliamo andiamo in galera e se loro sbagliano si salvano”.

“La Costituzione così modificata sarà immodificabile per sempre e questo vale anche per molte leggi. Questa gente – ha detto – sono quattro anni che forma governi non passati attraverso il voto dei cittadini. L’attuale governo – ha continuato – si regge in piedi su partiti che nella scheda elettorale neanche c’erano, quando nel 2013 siamo andati a votare. Molti di quelli che sostengono il Governo cosiddetto di centrosinistra stavano nella coalizione di centrodestra e viceversa”.

“Per anni ci hanno detto che facevano le riforme per il bene del Paese e oggi come stiamo? Votare ‘no’ – ha concluso – è prima di tutto un segnale di sfiducia verso chi ci ha raccontato bugie per decenni. Il cambiamento passa per il ‘no’”.

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