Mostra: “Fino alla Fine del Mare” di Jacopo di Cera, al PAN

Trenta opere in mostra, fonte di ispirazione Lampedusa. Immagini stampate in alta definizione direttamente su frammenti di legno

jacopo-di-ceraNapoli, 15 settembre – Sarà inaugurata mercoledì 21 settembre al PAN | Palazzo delle Arti di Napoli la prima personale napoletana del fotografo milanese Jacopo di Cera dal titolo “Fino alla fine del mare” a cura di Auronda Scalera. Il progetto espositivo promosso dall’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, gode del patrocinio morale del Comune di Lampedusa. Jacopo di Cera ha lavorato per anni come responsabile marketing nelle principali multinazionali, mondiali. Ha studiato con Oliviero Toscani, e con tanti altri grandi fotografi internazionali con i quali ha avuto modo di sperimentare e di confrontarsi. Ha esposto i suoi lavori in molte mostre in Italia e all’estero. Nel 2010 si classifica quarto al concorso del National Geographic. Attualmente è amministratore di Bside, agenzia internazionale di comunicazione ed arte.

Nelle trenta opere in mostra, l’autore trae ispirazione dalla terra nel sud della Sicilia, Lampedusa, fatta di contraddizioni, sofferenza, di approdi e speranza. Centro del Mediterraneo, Lampedusa, è la terra di passaggio della contemporaneità ed è, come il viaggio di Ulisse, metafora che rappresenta tutta l’umanità, in continuo cambiamento, in continuo movimento. Un’umanità in cerca di una nuova, dovuta opportunità. In queste immagini stampate in alta definizione direttamente su frammenti di legno prelevati in parte dal cimitero della barche di Lampedusa, si legge simbolicamente, mediante forme e forti cromatismi, il continuo errare dell’uomo, una sorta di traghettamento verso un’altra dimensione, verso una seconda  possibilità esistenziale. Il legno è il materiale-simbolo di questo movimento, di questo viaggio.

Dai versi di Omero sono state estratte le sei parole chiave del lavoro: il viaggio, l’isola, il legame, la lotta, la salvezza, il ritorno. Per ogni parola chiave sono state scelte cinque immagini che, attraverso il cromatismo, raccontano la storia dei migranti. Una modalità di utilizzo della fotografia molto originale, che mostra come solo utilizzando il colore si possa regalare sorprendenti serie di associazioni visive che spuntano dalla nostra memoria, creando un’archeologia visuale che attinge dal nostro presente e dal nostro passato, da fatti di cronaca che raccontano il nostro contemporaneo.

“Il punto di vista originale dell’artista non ci traspone immagini crude, ma attraverso un gioco di rimandi cromatici che si rifanno più all’arte di Mark Rothko e Yves Klein, ci spiega la metafora del viaggio, del naufragio e della salvezza”, ha spiegato Auronda Scalera.

Il progetto fotografico Fino alla fine del Mare è una mostra itinerante: presentato al Mia Fair di Milano lo scorso aprile, dove ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico, è stato poi in esposizione a Roma nella suggestiva cornice di Palazzo Velli Expò nel cuore di Trastevere, ed ancora in luglio all’interno del circuito off del festival di fotografia Les Rencontres D’Arles,  ed infine nell’ambito del festival Con_Vivere di Carrara.

Tutte le opere in esposizione, sono stampe fotografiche ad alta definizione su legno, con interventi manuali di resina realizzati direttamente dall’autore. Il ricavato della vendita sarà, in parte, devoluto ad alcune Ong e Onlus, che lavorano a sostegno di coloro che lasciano il loro paese per il diritto alla vita.

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