Video hard: continua la gogna mediatica anche dopo il suicidio della giovane donna. Ad insultarla su Twitter, un giornalista vicepresidente Corecom Marche

Oggi a Casalnuovo i funerali. La famiglia della giovane donna chiede che “finisca la gogna mediatica”

facebook-donnaNapoli, 15 settembre – Sono quattro gli indagati per diffamazione nei confronti di Tiziana Cantone, la donna morta suicida a Mugnano di Napoli per la vergogna e la continua diffamazione a seguito della diffusione su Internet, a sua insaputa, di video che la ritraevano in pose hard. Oggi alle 15 si sono tenuti i funerali a Casalnuovo. Intanto la Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio ed ha acquisito tutti gli atti della causa civile intentata dalla giovane. Gli indagati sono le persone alle quali la ragazza aveva inviato il video, e successivamente da lei querelati.

La ragazza si era rivolta alla magistratura per rimuovere i video postati sui vari social e motori di ricerca. Aveva avuto ragione per alcuni social come Facebook e condannata a rimborsare le spese legali a cinque siti per circa 20mila euro. Il giudice – con sentenza depositata lo scorso 8 agosto – aveva accolto parzialmente le sue richieste stabilendo che per alcuni motori di ricerca e siti, che avevano già provveduto alla rimozione delle immagini e dei commenti, l’azione era da respingere. La domanda era stata accolta nei confronti di Facebook e di altri soggetti ai quali veniva imposta l’immediata rimozione di ogni post.

Sempre dai social si apre una nuova polemica. E’ il tweet di Francesco Capozza, giornalista e vicepresidente del Corecom Marche, a far esplodere un nuovo caso mediatico: “Scusatemi – scrive in un primo post Capozza -, attaccatemi pure, ma io non posso concepire il suicidio di per sé, ancor meno se una vacca che si fa video hot poi arriva a tanto”. Poi la marcia indietro. “Ritengo di avere usato impropriamente un termine offensivo e me ne scuso”. Ed ancora: “chiedo scusa per il tweet di ieri se ha offeso la memoria di una povera ragazza. Volevo dire, da cristiano, che il suicidio non è una soluzione”.

Mentre la famiglia piange la morte della giovane donna chiede che “finisca la gogna mediatica”.

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