Spazio ZTN: “Festival del suicidio”, per la nuova stagione teatrale “a cappello”

Lo spettacolo andrà in scena sabato alle ore 21 e domenica alle ore 19

festival-del-suicidioSabato 1 ottobre 2016 ricomincia la nuova stagione teatrale Giù Il Cappello dello spazio ZTN con la compagnia Potevano essere rose. Lo spettacolo “Festival del suicidio” ricalca la struttura demente di un festival della musica leggera, somma espressione di cattivo gusto corale, in cui illustri suicidi del passato, prima di togliersi platealmente la vita, concedono un’ultima intervista e interpretano vari brani musicali. A lasciarsi attraversare in scena dalle anime degli aspiranti suicidi, pronti a divampare e spegnersi, sono un uomo e una donna. Nonostante le reali premesse lugubri e truci, la kermesse canora conserva tutti gli elementi di facciata fondamentali per tenere in piedi un festival che si rispetti: un presentatore infame imbonitore, una valletta troia banderuola, i concorrenti, uno scopo umanitario per alleggerire la coscienzuccia sporca, e tutto sotto il segno di “allegria”, “spensieratezza” e “dovemo pur magnà” per giustificare il “famo cacà”.

Note di Regia: Il Festival del suicidio non è una parodia del presente né una provocazione. In pieno, antiumanistico, nuovo millennio chi ha occhi e orecchi per intendere (ma chi li ha più ormai?) intenda: qui non si tratta solo dell’inattuale che, una volta tanto, sbeffeggia e prende a calci in culo la servile imbecille ipocrisia democratica, come è giusto che sia. Siamo ai ferri corti con noi stessi in quanto “prodotto” del nostro tempo. Non vogliamo essere l’ennesima nullità, o “zero sociale” carico di frustrazione e libido eccitata, riscaldate al fuoco di bollente invidia luciferina, pronti a esplodere reclamando attenzione nel porcile come nuovo potere pronto a guarire l’umanità dai suoi mali. Fango e miseria, l’umanità non guarisce dai propri mali, ne è vittima e basta. Al contrario di Goethe che in punto di morte chiedeva “più luce” noi chiediamo meno luce, più ombra, per restare – vivaddio! – in una buia marginalità. Quello che non smette di attrarci e farci orrore al tempo stesso è quella abissale cosa infima, insondabile nella sua cattiveria e ipocrisia, ma anche nella sua grazia, che si chiama cuore umano.

Ricordiamo che quest’anno la stagione sarà tutta esclusivamente a cappello. Lo spettatore viene a teatro, guarda lo spettacolo e alla fine giudica quanto vale quello che ha visto. Prima dello spettacolo, ma anche durante tutta la settimana, presso lo spazio di Vico Bagnara 3 A (Piazza Dante) sarà possibile ritirare il proprio abbonamento gratuito.

Per info e prenotazione posti chiamare il numero 340 6668946 o mandare una mail a navigantiinversi@gmail.com.

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