Da Gepin ad Almaviva, la crisi profonda dei call center

Sit-in davanti al Consiglio Comunale in via Verdi lunedì 24 ottobre alle ore 9

almaviva-uilcomMentre l’aziende Almaviva e Gepin parlano di scelta “ineluttabile” scatta la protesta dei lavoratori con un  sit-in  davanti al Consiglio Comunale in via Verdi lunedì 24 ottobre alle ore 9. Il Sindaco e Presidente della Città metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris, ha annunciato che lunedì uno degli ordini del giorno sarà relativo le vertenze dei due call center Amaviva e Ericcson.

Intanto martedì 25 alle ore 14 durante il primo Consiglio Metropolitano si parlerà della vertenza Gepin.  Nella stessa giornata del 25 è prevista una manifestazione nazionale a sostegno della vertenza Gepin  con un presidio  al  Mise, i lavoratori si muoveranno da via Molise 2 verso la sede centrale delle Poste e Telecomunicazioni. I lavoratori  della Gepin Contact stanno perdendo il loro lavoro, dopo che Poste Italiane ha assegnato le proprie attività con una  gara d’appalto al massimo ribasso, dichiara il Segretario della UilCom Campania.

Il 27 ottobre è previsto un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico presieduto dal viceministro Bellanova  con l’azienda Almaviva, sindacati e rappresentanti Regionali del Lazio, della Campania e della Sicilia con i rispettivi delegati  comunali di  Roma, Napoli e Palermo.

“Le manifestazioni – dichiara il Segretario Massimo Taglialatela della UilCom Campania – servono per ricordare all’azienda Almaviva e alle istituzioni gli impegni assunti durante i mesi scorsi,  ormai è trascorso troppo tempo e i lavoratori chiedono soluzioni politiche certe, veloci e risolutive. Abbiamo anche chiesto un incontro con tutte le forze politiche che sono presenti in Consiglio Comunale di Napoli e con il Presidente del Consiglio comunale Sandro Fucito”. Taglialatela informa, che “è pervenuta una nota di solidarietà dal vicepresidente Fulvio Frezza e dalla consigliera Laura Bismuto, potrebbero proprio loro, continua il leader della UilCom Campania, ad organizzare tavoli politici tra istituzione locali e sindacato. Siamo preoccupati in quanto visto il persistere della crisi e l’assenza di regole potremmo avere nel breve  ulteriori perdite di posti di lavoro soprattutto nel Mezzogiorno”.

“Due grandi fattori che investono il nostro periodo e creano crescenti problemi: la delocalizzazione dei posti di lavoro verso paesi più convenienti, sotto il profilo dei costi salariali e delle tutele contrattuali: come in Albania o nell’Unione europea a Est; la sostituzione del lavoro umano con apparecchiature sempre più ingegnose e versatili, in grado di svolgere le stesse mansioni di un lavoratore”. “Chiediamo quindi al governo – conclude il segretario della UilCom Massimo Taglialatela – di dare seguito all’applicazione delle clausole sociali, per debellare il fenomeno delle gare al massimo ribasso e, pertanto, deve assolutamente disincentivare le delocalizzazioni”.

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