Campania, definite le Aree di crisi industriale non complessa

La Giunta regionale ha adottato il provvedimento su proposta del presidente della Regione e dell’assessore alle Attività Produttive. I 5 Stelle accusano: “C’è mancanza di trasparenza, chiediamo consiglio monotematico”

Consiglio.Regionale.CampaniaNapoli, 3 novembre – La Giunta regionale della Campania, su proposta del presidente della Regione e dell’assessore alle Attività Produttive, ha approvato l’indicazione delle Aree di crisi industriale non complessa, ai sensi del DM 4/8/2016 per realizzare programmi finalizzati alla ripresa dell’occupazione e allo sviluppo economico.

Con il provvedimento approvato sono state dichiarate Aree di crisi non complessa quelle corrispondenti al 50% delle aree candidabili, individuate avvalendosi di una elaborazione e mappatura realizzata dalla Direzione Generale Attività Produttive. Le aree territoriali individuate, se pur in crisi, a parere della Direzione presentano un tessuto produttivo in grado di accogliere nuovi investimenti industriali. Nello stesso atto deliberativo la Giunta regionale ha disposto il rapido avvio della definizione delle Aree di crisi complessa.

L’assessore alle Attività Produttive, Amedeo Lepore, ha dichiarato a proposito del provvedimento della Giunta: “La Campania è tra le prime Regioni ad aver adottato, dopo un impegnativo lavoro durato alcuni mesi, l’atto sulle Aree di crisi non complessa, che favorisce l’attuazione delle misure nazionali e regionali di rilancio delle attività industriali. Siamo stati capofila dell’iniziativa per la definizione del provvedimento del Governo e della sua migliore applicazione”.

“A questo punto – ha proseguito Lepore –, in Campania disponiamo di un insieme di misure per l’attrazione di investimenti e per lo sviluppo produttivo che non è presente in nessun’altra Regione italiana. Con tutte le misure finora adottate anche in questa delibera che guarda alla crescita economica dell’intera Regione e non solo ad una parte di essa siamo in grado di imprimere la svolta che il presidente De Luca ha tenacemente perseguito per una fase di ripresa produttiva e – ha concluso – di sviluppo dell’economia e dell’occupazione in tutta la Campania”.

I 5 Stelle intanto esprimono soddisfazione per l’adesione al bando nazionale, in scadenza oggi, per finanziare le aree di crisi industriale non complesse. Sottolineano però allo stesso tempo “un certo disappunto per quanto riguarda le procedure che hanno portato alla presentazione della programmazione”. Una procedura che i consiglieri regionali pentastellati giudicano “poco trasparente” in quanto “non è avvenuta alcuna discussione in Commissione e tanto meno è stato coinvolto il Consiglio regionale”. “La Regione Campania – denuncia il consigliere pentastellato Saiello – è assente ingiustificata rispetto alle tante crisi industriali in Regione: Gepin, Almaviva, Ericsson, Algida, Iribus, whirlpool, Alenia sono solo alcune delle crisi aziendali che drammaticamente segnano un generale arretramento delle politiche industriali in Campania”. “Richiediamo un consiglio monotematico. Pretendiamo – conclude – un cambio di marcia visto che la Campania è la Regione con il Pil più basso d’Europa e con una situazione occupazionale disastrosa”.

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