Facebook doveva rimuovere i video hot di Tiziana, ora la famiglia della donna suicida va chiede la rimozione dei contenuti illeciti agli altri siti

Sotto inchiesta i vertici di Facebook anche in Germania

tiziana_cantoneNapoli, 5 novembre – Facebook doveva rimuovere immediatamente i link ai video porno e commenti su Tiziana – la 31 enne di Mugnano (Napoli) morta suicida il 13 settembre dopo la diffusione sul web di video hard che la ritraevano – una volta che ne era emersa l’illiceità dei contenuti, e senza attendere un preciso ordine dell’autorità amministrativa o giudiziaria.

A stabilirlo è un’ordinanza del Tribunale Civile di Napoli Nord – collegio presieduto da Marcello Sinisi – che ha parzialmente rigettato il reclamo di Facebook Ireland, accogliendo invece le ragioni della madre di Tiziana, Teresa Giglio. Secondo i giudici vi è “la sussistenza della responsabilità per le informazioni oggetto di memorizzazione durevole o di ‘hosting’, laddove – come avvenuto nel caso di specie – il provider sia effettivamente venuto a conoscenza del fatto che l’informazione è illecita e non si sia attivato per impedire l’ulteriore diffusione della stessa” mentre non sussiste “un generale obbligo di sorveglianza ovvero un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite”.

I legali del social network avevano presentato reclamo contro l’ordinanza emessa il 10 agosto scorso del giudice civile Monica Marrazzo, alla quale si era rivolta Tiziana quando era ancora in vita, che aveva disposto l’obbligo di alcuni social, tra i quali Facebook, di rimuovere i contenuti contestati.

La decisione arriva proprio nel giorno in cui a Monaco, per la prima volta, la magistratura ha indagato i vertici di Facebook, tra cui il fondatore Mark Zuckerberg, per la mancata rimozione di contenuti criminali come minacce e negazioni del genocidio ebraico.

Dopo aver vinto la “battaglia” giudiziaria con Facebook, la mamma di Tiziana, per tramite dei suoi legali va all’attacco dei siti internet sui quali compaiono ancora i video hot con un reclamo che sarà presentato la prossima settimana al Garante della Privacy con l’obiettivo di ottenere la rimozione dei video da oltre cento siti web.

Lascia un commento

diciannove − 16 =