Associazione DDL a colloquio con parlamentari Pd: “Buono il dialogo ma occorre definire le troppe incognite della futura fase transitoria”

Incontro organizzato da Gd e Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori a Roma presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio

montecitorioNapoli, 10 novembre – Martedì 8 novembre su iniziativa del Presidente dei Giovani Democratici, Michele Masulli e del Presidente dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori, il professor Pasquale Vespa, si è tenuto a Roma, presso la Sala Aldo Moro di Palazzo Montecitorio un incontro cui ha partecipato una folta rappresentanza di parlamentari del Partito Democratico per discutere dei temi che – dall’entrata in vigore della Legge 107/15 (la Buona Scuola) – pesano sul futuro lavorativo dei docenti di Terza Fascia. “I dimenticati dalla Buona Scuola”.

All’incontro – promosso dalle due Associazioni, organizzato con il supporto logistico della segreteria dell’On. Speranza – erano presenti i parlamentari Mara Carocci, Gianna Malisani, Mariagrazia Rocchi, Roberto Speranza, Luisa Bossa, Nico Stumpo, Miguel Gotor, Assunta Tartaglione, Simone Valiante, Davide Zoggia, Enza Bruno Bossio e Danilo Leva. Oltre ad una delegazione Gd e dell’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori.

Due ore di serrato e schietto confronto sulla difficile situazione che vivono i docenti lavoratori di Terza Fascia delle GI. “Una categoria di precari che – come ha sottolineato il professor Vespa – ha letteralmente salvato ancora una volta il difficile avvio dell’anno scolastico con l’assunzione dei precari, da Nord a Sud del Paese, con contratto fino “all’avente diritto”, nonostante al Miur, nell’incontro organizzato sempre dalla nostra Associazione nel settembre scorso, la segreteria dell’On. Faraone, quasi con tono beffardo sottolineava che quest’anno non avremmo lavorato!”

Il dialogo è stato costruttivo, ma ancora poco chiaro è il cammino per trovare una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro di migliaia di docenti precari, la “Croce Rossa della Scuola Italiana”. Durante la riunione, la delegazione dei docenti ha appreso dai parlamentari dem della VII Commissione Cultura – con non poca soddisfazione – che il fronte del No al TFA -, letteralmente e ripetutamente minacciato dal Ministro Giannini – limitato a 16mila posti e per le sole classi di concorso esaurite, si è consolidato tra le fila della maggioranza. “Non è questa la soluzione al problema”, è stato chiaramente detto dai parlamentari Pd. Mentre le proposte ribadite ancora una volta dal professor Vespa sono state le seguenti: Abilitato subito chi ha 3 x 180 giorni di servizio ovvero tre annualità – richiamando la normativa europea n. 2005/36/CE – e percorso abilitante indetto senza barriere all’ingresso e limitazioni per le classi di concorso, per chi raggiungerà i 360 giorni di servizio in un transitorio di cinque anni.

Nell’occasione si è discusso anche della paradossale situazione dei colleghi ITP che non hanno visto ancora definito per loro un percorso abilitante, cosa questa che ha spinto l’Associazione DDL a proporre ricorso – peraltro vinto – per consentire la partecipazione al Concorso a cattedra 2016 dei propri associati.

I parlamentari della VII Commissione Cultura -, intervenuti su nostra sollecitazione per aver interpellato il capogruppo Pd On. Maria Coscia – di cui si è fatta nell’occasione portavoce l’On. Mara Carocci, hanno registrato il profondo malessere e preoccupazione della categoria nonchè le richieste presentate ed hanno illustrato ai convenuti la necessità e la volontà di intervenire per sanare le tante falle sorte a seguito dell’entrata in vigore della Legge 107/15, alle quali non hanno dato risposta né le varie fasi assunzionali, né tantomeno il concorsone appena terminato e che presto sarà riaperto ai dottori di ricerca – come sottolineato dal presidente Vespa – grazie alla sentenza favorevole del Consiglio di Stato.

Nell’occasione si è appreso che la proposta di massima sulla quale si sta lavorando in Commissione si fonda sullo studio di una fase transitoria – con la nuova delega sulla nuova formazione iniziale e il nuovo reclutamento – sulla quale si sta spingendo con il Ministero. Per le varie categorie di precari, sulla base dei titoli e dell’esperienza che ogni categoria ha acquisito, si prevede un percorso di stabilizzazione che tenga in considerazione appunto del servizio, della professionalità acquisita e dei titoli posseduti.

Resta un fatto incontrovertibile: “Per una professione che prevede l’abilitazione, senza di essa comunque noi non andremo da nessuna parte – è stato il commento finale del presidente Vespa – per cui premiamo sul punto di tenere in considerazione ed in parallelo sia la fase transitoria di stabilizzazione che il necessario percorso di abilitazione basato sull’esperienza di chi tutti i giorni e da anni consente alla Scuola Pubblica di funzionare!”

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