“Cereali e salute”, se ne discute al Centro Congressi di via Partenope dell’Ateneo federiciano

Il convegno si terrà lunedì 14 novembre e si discuterà del rapporto fondamentale esistente tra i cereali e la salute

cerealiNapoli, 12 novembre – L’obiettivo dell’incontro, organizzato dal Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana e dal Corso di Laurea in Dietistica dell’Università Federico II, è di riuscire a sensibilizzare non solo ricercatori e studenti ma anche i medici, i nutrizionisti e i dietisti, che giorno per giorno trasmettono alla popolazione le linee di indirizzo per un’alimentazione sana, sull’importanza dei cereali, e in particolare di quelli integrali, per mantenere una buona salute. Apriranno la giornata di lavori Gaetano Manfredi, Rettore della Federico II, e  Gabriele Riccardi, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze della Nutrizione Umana.

Dalle 8.30 alle 18.30 alterneranno interventi di alcuni, tra i maggiori esperti italiani, tra i quali i docenti Riccardo Troncone e Luigi Greco, che affronteranno i problemi inerenti ai cereali nell’alimentazione delle persone affette da celiachia, Vaccaro e Salvatore Panico, che tratteranno il tema dei cereali integrali per la prevenzione del diabete, delle malattie cardiovascolari e i tumori, Ettore Novellino e Albero Ritieni che parleranno dei potenziali rischi tossicologici legati all’uso di  cereali integrali.

Tra le tematiche del convegno avranno un ruolo importante quelle inerenti alle tecnologie per la produzione di alimenti a base di cereali e le interazioni tra alimenti e batteri intestinali, in merito alle quali interverranno  Matteo Lorito, Pasquale Ferranti, Paola Vitaglione e Danilo Ercolini, docenti del Dipartimento di Agraria.

I benefici dei prodotti integrali non sono un mistero per i nutrizionisti; infatti, durante il processo di raffinazione dei cereali, necessario per ottenere la farina bianca comunemente utilizzata per il pane e gli altri prodotti da forno, si perdono tutti quei nutrienti che sono contenuti nella parte esterna del chicco di frumento e che costituiscono un vero e proprio tesoro per la nostra salute. Nonostante queste consolidate conoscenze scientifiche l’Italia è, tra i paesi europei, uno di quelli in cui l’uso di integrali è più basso. Infatti, meno del 5% dei nostri connazionali utilizza prodotti integrali almeno una volta la settimana, a fronte di un consumo nei paesi del nord Europa, come ad esempio la Danimarca, che interessa più del 50% della popolazione.

Lascia un commento