Lotta alla corruzione, Cantone torna sulla polemica con De Luca: “Si possono fare le cose rispettando le regole”

Secondo il presidente dell’Anac “a bloccare il Paese” non è la lotta alla corruzione, come sostiene De Luca, ma “un’anticorruzione di facciata che non vuole semplicemente si facciano le cose”

raffaele-cantoneNapoli, 15 novembre – In Italia “c’è un’anticorruzione di facciata che non vuole semplicemente si facciano le cose”. Così il numero uno dell’Anac, Raffaele Cantone, torna sulla polemica avuta con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, secondo il quale con “l’idea di combattere la corruzione stiamo bloccando l’Italia”. Il magistrato, durante un duro botta e risposta aveva affermato: “Per De Luca la lotta alla corruzione blocca l’Italia? Mi sono stancato di questi slogan basati sul nulla, fuori le prove” (vai all’articolo).

Oggi Cantone, a Napoli per un incontro sul nuovo codice degli appalti, torna ad affrontare l’argomento: “Con De Luca condivido un’altra affermazione: quando dice che c’è una falsa anticorruzione che sta bloccando il Paese”. Per il presidente Anac, quello “senza legalità è un finto sviluppo, quello che lascia le cattedrali nel deserto, che fa sì che i lavori non finiscano mai e che porta più danni che vantaggi”.

“Ovviamente – prosegue – siamo rigorosissimi sul fatto che c’è necessità assoluta che, nel fare le cose, si rispettino le regole, anche perché non è vero che le cose fatte senza rispetto delle regole siano migliori, perché poi si bloccano dopo”. Cantone è tornato a difendere il nuovo codice degli appalti e a denunciare come le nuove norme vengano “sistematicamente boicottate da chi dovrebbe applicarle”. “A chi dice che si blocca il Paese, ricordo che finora l’Italia non bloccata ha prodotto opere inesistenti che sono durate anni e nemmeno sono state finite”. Cantone ha anche chiesto alle pubbliche amministrazioni di “qualificarsi, così com’è stato chiesto alle imprese”.

Il presidente Anac ha sottolineato di non aver alcuna intenzione di fare “polemica con la Regione Campania”, anche perché “si sta collaborando su una serie di vicende rilevanti”. Su alcuni aspetti, ha proseguito, “siamo assolutamente d’accordo, come sulla revisione della legge Severino e del decreto 39. Abbiamo fatto due segnalazioni al Parlamento chiedendo di intervenire”.

Ieri, allo scoppio della polemica, De Luca aveva voluto chiarire così la sua posizione: “Rappresento una Regione che ha voluto stipulare, già dall’inizio, un protocollo d’intesa con l’Anac, impegnandosi a sottoporre ad essa gli atti relativi alle materie ambientali e alle opere pubbliche. Ho detto e ribadisco con assoluta convinzione che la normativa che prevede a carico di dipendenti pubblici, in conseguenza di una condanna in primo grado per abuso d’ufficio, l’automatico dimezzamento dello stipendio e il demansionamento, ha creato un clima di paura e di fuga dalle responsabilità. E questo rischia di ritardare gravemente i passaggi decisionali di competenza della pubblica amministrazione. Questo è quanto. Non esiste – concludeva De Luca – alcun motivo di polemica nei confronti dell’Anac”.

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