Renzi a Ercolano per il “Sì” perdona De Luca e attacca i Cinque Stelle: “I grillini votano No perché vogliono i rimborsi del Senato”

Il presidente della Regione Campania non c’è ad Ercolano, ufficialmente perché impegnato a un altro appuntamento per il Sì nell’area vesuviana

propaganda-renziNapoli, 20 novembre – “Volevano cambiare le cose e ora sono peggio degli altri. Occorre un atteggiamento costruttivo, non si può dire sempre no. I grillini votano no perché vogliono i rimborsi del Senato. Fanno le firme false ma quei soldi sono veri”. Lo afferma il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso di una manifestazione per il Sì al referendum.

Renzi dal palco ne ha per tutti. Landini? “Ho l’impressione che non abbia letto la riforma. Non si riduce la democrazia, ma le poltrone”. Su Salvini: “È in trance agonistica per Trump, attacca l’Europa tutti i giorni tranne il 27, quando prende lo stipendio da parlamentare europeo”. Poi, dopo le proteste di molti utenti sui social, oltre che della minoranza Pd, si scusa per aver definito il fronte del No “un’accozzaglia”. “In questo fronte – dice – ci sono Berlusconi e Magistratura Democratica, Grillo e D’Alema. Si sono arrabbiati? Li chiamerò coalizione contro la riforma”.

Il presidente del Consiglio ha un annuncio anche per Ercolano. “I soldi per gli Scavi ci sono. Siamo ripartiti e a Pompei abbiamo superato i 3 milioni di biglietti, qui stiamo investendo, ma non ne usciremo se non riusciamo a mettere fine alla disoccupazione giovanile”.

Perché non avete abolito il Senato chiede una persona tra il pubblico. “Molti Paesi del mondo – risponde Renzi – hanno un Senato che rappresenta i territori, i cui componenti non percepiscono stipendio. Questa è la posizione che abbiamo voluto prendere”.

“Se diciamo Sì è un sì al futuro, altrimenti dovrete tenervi questa classe politica”, ha detto Renzi concludendo il suo intervento prima di lasciare Ercolano per Foggia.

In sala ad ascoltare il primo ministro erano presenti la segretaria regionale del Partito Democratico, Assunta Tartaglione e altri fedelissimi, come la ex parlamentare Teresa Armato. Assente il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ufficialmente perché impegnato a un altro appuntamento per il Sì nell’area vesuviana.

Poche ore prima, durante un impegno elettorale a Caserta, Renzi vedendo entrare in ritardo De Luca, dal palco aveva detto: “Enzo non parlare, te possino. Lo perdoniamo per il ritardo, basta che non abbia fatto dichiarazioni. In settimana mi è toccato anche difenderlo”. Dalla platea applausi per De Luca e un sostenitore grida: “Noi gli vogliamo bene”. Renzi: “Ma certo che gli vogliamo bene. A lui. E anche alla Bindi”. Dal pubblico mugugni e buu. E Renzi ancora dal palco: “Eh no. No, eh? Tutti. Niente ‘no’. Noi alla Bindi vogliamo bene. De Luca un po’ di più , ma anche noi le vogliamo bene”.

De Luca nel finale prova ad avvicinarsi a Renzi ma alcuni esponenti del partito lo bloccano. Poi il presidente del Consiglio si allontana e De Luca decide di avviarsi all’uscita. Stringe la mano a Vincenzo D’Anna, il senatore verdiniano che il giorno dopo le frasi shock contro la Bindi era stato tra i pochi a difenderlo, affermando: “Bindi minacciata da De Luca? Veramente l’unico nemico che c’ha la Bindi è madre natura” (vai all’articolo).

Ai cronisti che chiedono a De Luca se il rapporto con Renzi sia idilliaco risponde: “Certo, certo”. E alla domanda se Renzi l’abbia rimproverato, taglia corto: “No”. Poi lascia il teatro comunale Costantino Parravano di Caserta.

FOTO: tratta da ilmattino.it

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