Caldoro (FI) accusa: “D’Anna si presentava a me in doppia veste”. La replica di D’Anna: “Mai chiesto favori come parlamentare”

Botta e risposta tra l’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e il senatore verdiniano Vincenzo D’Anna

stefanocaldoroNapoli, 26 novembre – “Quando incontravo il senatore Vincenzo D’Anna gli dicevo: ‘Enzo, devi decidere se qui sei il parlamentare o il presidente di Federlab (associazione di laboratori privati della sanità, ndr), le due cose non vanno bene insieme’. Lui non rispondeva”. Lo ha dichiarato al Fatto Quotidiano l’ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, intervenendo in merito alla recente polemica innescata da alcune frasi dal contenuto scurrile del senatore verdiniano Vincenzo D’Anna all’indirizzo dei commissari alla sanità campana D’Amario e Polimeni, registrate durante le riprese di un servizio della trasmissione Nemo di Rai Due. Frasi che provocano polemiche, soprattutto perché giungono dopo quanto affermato dal presidente della Campania Vincenzo De Luca, principale alleato di D’Anna per il Sì al referendum, sulla sanità privata (vai all’articolo).

“Ci tengo a chiarire – ha replicato D’Anna – che non ho mai chiesto favori personali ad alcuni e che nella mia veste di parlamentare della Repubblica, ho sempre inteso tutelare interessi generali anche quelli che riguardano la tutela del diritto alla salute, completamente disatteso negli anni della giunta Caldoro in Campania”.

Caldoro mi accusa “di aver interloquito con lui sempre nella doppia ed ambigua veste di deputato e di presidente di FederLab, l’associazione di categoria maggiormente rappresentativa in Campania delle strutture ambulatoriale private accreditate. Innanzi a tale ambiguità l’ex presidente pare sia rimasto sconcertato e non abbia mai capito cosa io avessi da chiedergli. Particolare, quest’ultimo – ha proseguito D’Anna –, che mi rivela, a distanza di anni, perché nelle rare volte in cui ho interloquito con lui, questi non abbia mai rispettato le indicazioni e le intese per la tutela di interessi diffusi e generali, che pure avevamo convenuto”.

La verità, ha aggiunto D’Anna “è sempre più semplice delle pantomine politiche a cui è abituato il buon Caldoro, il quale mi accusa di essere ‘cosentiniano’ e come tale degno del suo ostracismo quando era presidente della giunta regionale, dimenticando, lui sì cosentiniano di lungo corso, che proprio grazie alle liste ed alle decine di migliaia di voti procurati dall’allora coordinatore regionale del Pdl, riuscì a sedere sullo scranno di governatore”.

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