Il pomodoro “sostenibile” si mette in mostra, 150 anni di storia tra gusto, tecnologia e impatto ambientale

Rassegna promossa da ANICAV e dal consorzio RICREA dedicata alla storia e alle virtù di uno dei prodotti d’eccellenza della cucina italiana, i cui imballaggi si riciclano al 100% e all’infinito

pomodoroNapoli, 27 novembre – Quanti barattoli di pomodoro occorrono per costruire una bicicletta? E quanti fusti di acciaio sono necessari per allestire una rastrelliera per biciclette?

Il pomodoro, uno dei simboli più forti e autentici della produzione agroalimentare italiana e della cucina napoletana e mediterranea, è anche tra i prodotti più sostenibili e amici dell’ambiente: non è solo “l’ortaggio ideale” nelle diete bilanciate in quanto povero di zuccheri e ricco di vitamine, rappresentando una importante difesa per il nostro organismo grazie all’alto contenuto di licopene, ma la sua impronta idrica – dalla coltivazione della materia prima alla trasformazione e al confezionamento – è minima (quella di una bottiglia di passata o un barattolo di pelati è inferiore del 300% rispetto a quella di 1kg di patate, del 1400% di 1kg di riso e addirittura del 970% di un solo hamburger da 150 grammi) e gli imballaggi in acciaio che lo custodiscono, dai barattoli ai grandi fusti, fino alle chiusure, sono facili da differenziare e possono essere riciclati un numero infinito di volte mantenendo intatte le proprie qualità e dando vita a nuovi prodotti.

Ad esempio con il riciclo di 50/100 barattoli si può realizzare il telaio di una bicicletta, mentre per una rastrelliera occorrono al massimo 100 fusti e con circa 100/200 tappi corona e capsule, utilizzate per le bottiglie di passata di pomodoro, si ottiene una chiave inglese.

Un viaggio nell’epopea del pomodoro, tra storia e sostenibilità, sarà il cuore della mostra dedicata all’oro rosso che verrà ospitata venerdì 2 e sabato 3 dicembre alla Città della Scienza di Napoli, nell’ambito di Pomodoreide, una manifestazione che avrà come protagonista assoluto il pomodoro, che si concluderà con la realizzazione del ragù più grande del mondo.

La mostra, un racconto che, dalla fine dell’800 ai tempi moderni, si svilupperà attraverso l’esposizione di barattoli, etichette storiche, macchinari d’epoca e disegni e progetti delle macchine per la trasformazione, è promossa e organizzata da ANICAV, la più grande associazione di rappresentanza delle imprese di trasformazione del pomodoro al mondo, in collaborazione con RICREA, il consorzio nazionale per il riciclo e recupero degli imballaggi in acciaio.

La due giorni di eventi si aprirà con l’Assemblea Pubblica di ANICAV durante la quale sarà sottoscritto un protocollo d’intesa tra ANICAV, RICREA ed Anfima, l’Associazione Nazionale fra i Fabbricanti di Imballaggi Metallici e Affini, finalizzato alla valorizzazione e diffusione della riciclabilità degli imballaggi in acciaio e l’importanza della raccolta differenziata, del riciclo e del recupero.

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