Referendum, Forza Italia per il No alla riforma. Berlusconi: “Il referendum del 4 dicembre può cambiare la storia d’Italia, in peggio se vince il Sì”

Secondo Berlusconi la riforma è stata “costruita come un abito su misura da Renzi per sé e il suo Pd”

berlusconiNapoli, 27 novembre – “Il referendum del 4 dicembre può cambiare la storia d’Italia e, se venisse approvato, la cambierà nel male”. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo con un videomessaggio alla convention di Forza Italia a Napoli per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre.

“Questa riforma è assurda, inaccettabile e intollerabile”, ha aggiunto Berlusconi. “È stata costruita – ha proseguito – come un abito su misura da Renzi per sé e il suo Pd che, controllando 17 Regioni su 20, nominerà i suoi sindaci e consiglieri regionali, che avranno il 60% del Senato”.

“La riforma, combinata con l’Italicum, potrà far sì che una minoranza assoluta possa avere in mano il potere assoluto. Oggi metà degli italiani non va a votare per disgusto verso la politica. Ogni polo ha circa il 30 per cento dei consensi. Quindi con il 15% del voto, un italiano su 6, il leader di un governo, Renzi o Grillo che sia, avrebbe in mano il partito, il Senato, la Camera, sceglierebbe il Capo dello Stato, i membri della Corte costituzionale e del CSM, sarebbe padrone dell’Italia. Una cosa inaccettabile. Non posso nemmeno pensare che vinca il Sì”.

“Il primo passo dopo la vittoria del No – ha continuato Berlusconi – sarà la nuova legge elettorale, con un limite per i piccoli partiti per non avere frammentazione e da condividere con gli altri partiti. Subito dopo si potrebbe andare al voto, visto che l’ultimo governo eletto è stato il nostro che hanno fatto cadere con una sorta di ‘colpo di Stato’ (riferendosi probabilmente all’impennata dello spread, ndr), terzo la riforma costituzionale, per la quale noi abbiamo già pronti i punti fondamentali. Primo, il vincolo di mandato: un parlamentare che, eletto, lascia il partito, si deve dimettere. Secondo, il dimezzamento dei parlamentari: da 630 a 300 alla Camera, da 315 a 150 al Senato. Bastano e avanzano. Terzo, l’indicazione precisa del massimo della pressione fiscale, oggi siamo dentro l’oppressione fiscale. Infine, l’elezione diretta del presidente della Repubblica”.

“Dopo il voto, questo governo – ha affermato ancora Berlusconi – potrà cambiare o no, dipenderà da loro. Ma la maggioranza è artefatta, perché fatta da 130 deputati incostituzionali, facenti parte del premio di maggioranza, che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali, e al Senato perché si regge della trasmigrazione di senatori dal centrodestra. Bisogna chiarire ai nostri elettori che le tappe successive alla vittoria del No non sarà l’immobilismo”.

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