Napoli espugna Lisbona, due a uno sul Benfica

Chapeau!

dries-mertensTanto di cappello a un Napoli superbo che nella tana insidiosa del Da Luz, nella Lisbona carica di glorie calcistiche, ha centrato tre bersagli contemporaneamente: vittoria meritatissima per 2 a 1 sul Benfica che ha dimezzato lo svantaggio al minuto 87 per un’imperdonabile leggerezza di Albiol; primato nel girone; grande soddisfazione per aver sventato il pericolo di regalare 25 milioni tondi alla Juventus in caso di sconfitta, come stabilito dalla Fifa che destina la bella cifra solo alle due squadre italiane che superano il turno in champions league.

Gli azzurri sono scesi in campo con la determinazione che Sarri sa ottenere come pochi, idee chiare, foga agonistica alla massima potenza e alcune eccellenze che parlano spagnolo e belga, al secolo Callejon-Mertens. Al Napoli sarebbe bastato un pari, anche in caso di vittoria del Besiktas sulla Dinamo Kiev perché a quota 9 punti avrebbe avuto la meglio sul Benfica per migliore quoziente reti, ma nel corso del match le notizie che volano nell’etere hanno raccontato la déblacle turca, sotto il peso di 6 gol a zero della Dinamo, avvantaggiata dalla superiorità numerica di 11 contro 9. Il Napoli, avesse ragionato in modo utilitaristico, avrebbe risparmiato energie e si sarebbe accontentatoo di controllare le incursioni neppure pericolosissime dei lusitani, solo che questa scelta tattica non è nelle corde di Sarri e il risultato ha consolidato la convinzione che con l’Inter e il Benfica gli azzurri sono usciti da una fase difficile di assestamento coincisa con il grave infortunio  di Milik. Parte bene il Napoli. Pressione a tutto campo che non fa ragionare Luisao e compagni, primo tempo in archivio con un gol annullato a Gabbiadini in fuori gioco, in fine di un’azione ficcante Insigne-Hamsik e cross dello slovacco.

Il Benfica colleziona solo calci d’angolo e l’unico neo in casa azzurra è l’imprecisione di Diawara, la sua marcia lenta, incompatibile con i ritmi della champions. Ai margini del rettangolo di gioco e sugli spalti elogi per la correttezza e la sportività della Dinamo che relegato in fondo alla classifica del girone avrebbe potuto prendere il match con il Beitkas alla leggera. Al 45° era invece avanti per 4 a 0 e al 90° per 6 a 0. A sessanta secondi dal via del secondo tempo una grande opportunità per segnare e galvanizzarsi è capitata a Gabbiadini,  servito appena dentro l’area di rigore con un cross dalla sinistra: tiro fiacco, parata facile per Ederson.

Dopo tre minuti magia di Insigne e assist per Calljon a due metri dalla porta del  Benfica. Controllo difficile pallone alle stelle. Sarri gioca la carta Mertens per Gabbiadini al dodicesimo minuto e la partita prende un’altra piega. Il belga servito in velocità guadagna campo e serve a Callejon un assist perfetto. Inseguito invano, lo spagnolo, come sempre preziosissimo anche in aiuto ai difensori, affronta Ederson come sa e con una “Palombella” lo beffa. Uno  a zero e un Napoli sempre meglio messo in campo, più consapevole di una netta superiorità. Sarri richiama Hamsik  per Zielinski e si gode la prodezza di Mertens che al minuto 79 riceve il cross di Ghoulam (grande prestazione la sua), dribla con uno slalom ubriacante tre difensori e mette in rete un rassicurante due a zero.

La reazione del Benfica è ben controllata e maestro Sarri concede al croato Rog di misurarsi per dieci minuti con il  test speciale della champions. Esce Insigne, molto positivo e autore come d’abitudine di assist smarcanti per Callejon alle spalle dei difensori. Quando parte del pubblico comincia  a lasciare lo stadio, disillusa, Albiol svirgola un facile rinvio e ne approfitta il giovane e possente Jemenez, ex Atletico Madrid, che a tu per tu con l’incolpevole Reina non può sbagliare. Due e uno e al novantesimo tripudio dei tifosi azzurri. Napoli re del girone e un colpo di spugna sugli incidenti di percorso con i turchi del Besiktas. (Nella foto Mertens)

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