Festival della Cinegustologia, un connubio tra Cinema ed Enogastronomia per raccontare l’Irpinia

Prima edizione interamente dedicata ad Ettore Scola nell’anno della sua scomparsa. 8 dicembre – 8 gennaio: un mese di eventi cinegustologici

Avellino, 8 dicembre – Conferenze, degustazioni, laboratori, proiezioni, spettacoli e visite guidate. Sono gli ingredienti del primo Festival italiano della Cinegustologia che nasce a Trevico, il centro abitato più alto del Mezzogiorno peninsulare. Un borgo medievale dell’alta Irpinia, incastonato tra Campania e Puglia a 1094 metri di altezza, che ha dato i natali (il 10 Maggio del 1931) ad Ettore Scola, che ha celebrato il suo legame con la città nel film “Trevico – Torino – Viaggio nel Fiat-Nam”, divenuto un simbolo negli anni 70’ delle narrazioni cinematografiche dell’emigrazione dei giovani meridionali verso le grandi fabbriche del Nord.

Oggi ad oltre 40 anni da quella pellicola del 1973, una delle grandi testimonianze dell’impegno civile del cinema di Scola, e ad appena 10 mesi dalla morte del regista irpino (il 19 gennaio 2016) la sua città natale lo celebra dedicando interamente alle sue opere il primo Festival italiano della Cinegustologia, un nuovo modo di fruire il cinema attraverso le analisi del gusto ideato da Marco Lombardi, docente di Cinema ed Enogastronomia in alcune delle principali Università italiane, dallo IULM di Milano alla Sapienza di Roma, dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Nella prima edizione del Festival c’è un fitto programma con un mese di eventi cinegustologici che dall’8 dicembre (con l’inaugurazione della Fiera della Cinegustologia e dei Ristoranti Cinegustologici) all’8 gennaio, grazie al finanziamento del POC Campania 2014-2020 nell’ambito delle azioni di “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e la cultura. Programma regionale di eventi e iniziative promozionali” ed alla collaborazione con i Comuni di Vallesaccarda e di Zungoli, saranno anche e soprattutto una straordinaria vetrina delle eccellenze enogastronomiche e paesaggistiche dell’intero territorio irpino della Baronia.

“Gli studi universitari più recenti ed avanzati in materia di turismo e le statistiche più aggiornate sui flussi turistici – spiega Roberto Conte, direttore scientifico del Festival della Cinegustologia – dimostrano in modo inequivocabile che oggi il turista si sposta quasi esclusivamente in quei territori che riescono a stimolarlo con un’offerta turistica integrata che metta insieme diversi valori aggiunti: quello culturale, quello esperienziale, quello enogastronomico, e quello del ben-essere in senso ampio”. E proprio da questo punto di vista la Cinegustologia, una ‘nuova arte’, di recentissima scoperta, ma già di fama internazionale comprovata, rappresenta un grande propulsore di esperienze turistiche integrate in grado di attirare sul territorio irpino i numerosi turisti italiani ed internazionali attratti dall’affascinante fusione di cinema e cibo, che avviene in un territorio nel quale poter scoprire il fascino di antichi borghi finora poco conosciuti dal grande pubblico e nel contempo vivere un’esperienza di ben-essere decisamente green.

In particolare, come evidenzia il Sindaco di Trevico, Nicolino Rossi “nella terra natale di Ettore Scola, ed in special modo nell’anno della sua quanto mai compianta scomparsa, abbiamo pensato che la Cinegustologia, potesse essere uno strumento nuovo e di grande appeal per attirare numerosi visitatori, anche internazionali, incuriositi dalla possibilità di abbinare due grandi passioni trasversali: il cinema e il cibo”.

Il Festival nasce, perciò, anche e soprattutto dalla volontà di celebrare il più illustre cittadino trevicano, Ettore Scola, proprio nell’anno della sua scomparsa, con una proposta che sia in grado di ricostruire il legame del regista col suo paese di nascita, il retroterra biografico, culturale, paesaggistico e la conseguenziale ispirazione cinematografica.

Il complesso di iniziative messe in campo dal Festival hanno, perciò, l’obiettivo di offrire uno “spaccato” complessivo delle tradizioni e della cultura irpina, attraverso l’offerta di esperienze fortemente coinvolgenti, che vadano oltre la mera fruizione degli eventi. Basti pensare alle numerose tipicità locali dell’enogastronomia. I Comuni interessati dagli eventi appartengono alla DOP dell’olio d’oliva Ravece “Irpinia Colline dell’Ufita” ed hanno numerosi prodotti con certificazioni di qualità di prodotti agricoli. La castagna, la patata ed il prosciutto di Trevico, l’Aglio ed il pomodorino dell’Ufita, hanno ad esempio già ottenuto l’inserimento nell’elenco nazionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali e molti altri sono in fase di riconoscimento. Tutti questi prodotti agricoli, come evidenziano anche i Sindaci di Vallesaccarda e Zungoli, Franco Archidiacono e Paolo Caruso, “formano la grande offerta della biodiversità del territorio interessato dal progetto ed assieme a tante altre eccellenze naturalistiche e paesaggistiche, saranno valorizzati e promossi attraverso le diverse azioni previste all’interno del programma delle iniziative del Festival, che è stato strutturato con l’obiettivo di creare un circuito virtuoso di sviluppo turistico ed economico che sappia andare oltre il singolo evento”.

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