Crisi di governo, terminata la prima giornata di consultazioni al Quirinale: tre le principali ipotesi per il nuovo esecutivo

Nessuna dichiarazione ufficiale al momento. Sempre viva l’ipotesi Renzi-bis

Roma, 8 dicembre – È terminata oggi alle 19.30 la prima giornata di consultazioni al Quirinale. Oggi sono stati ascoltati nell’ordine il presidente del Senato Pietro Grasso, la presidente della Camera Laura Boldrini e il Capo dello Stato emerito Giorgio Napolitano. La crisi di governo si era aperta ieri, quando Matteo Renzi è salito al Colle per formalizzare le sue dimissioni al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quest’ultimo ha già fatto capire che ritiene “inconcepibili le elezioni anticipate” senza leggi elettorali omogenee tra Camera e Senato.

“Governo di tutti o elezioni dopo il 24 gennaio”, ha affermato ieri durante la direzione del Partito Democratico l’ex premier Matteo Renzi (vai all’articolo). Se la minoranza dem trova “provocatoria” la prospettiva di un governo di larghe intese, il Senatore Luigi Zanda al Corriere della Sera ha dichiarato: “La maggioranza va ricercata con l’obiettivo di proseguire fino alla naturale conclusione della legislatura”. Per Zanda le dimissioni di Renzi sono una conseguenza del referendum, non della “mancanza di una maggioranza”.

Movimento 5 Stelle e Lega Nord vogliono andare al voto al più presto. “Elezioni subito o il 17-18 dicembre scendiamo in piazza”, ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Tra i 5 Stelle c’è la paura che le altre forze politiche si accordino per fare una legge elettorale contro di loro. Per questo i pentastellati confermano la richiesta di voto anticipato con l’Italicum corretto dalla Corte Costituzionale. La decisione della Consulta sulla questione di legittimità dell’Italicum è attesa per il 24 gennaio.

Mattarella probabilmente deciderà già lunedì a chi affidare l’incarico di formare il governo. C’è l’ipotesi Renzi-bis, ma il premier dimissionario pare non volerne sapere, e preferirebbe “un governo di responsabilità nazionale”. Scopo di questo governo sarebbe quello di fare una nuova legge elettorale e poi andare al voto. Alcuni esponenti del Pd, vicini a Dario Franceschini, vogliono invece continuare la legislatura fino al 2018. Tre ipotesi che Mattarella tiene in considerazione e sulle quali dovrà prendere una decisione nei prossimi giorni.

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