Crisi di Governo, terminate le consultazioni. Mattarella: “Soluzione crisi nelle prossime ore”

“Ho ascoltato tutti. Il Paese ha bisogno di un Governo in tempi brevi”, così il presidente della Repubblica al termine delle consultazioni

Roma, 11 dicembre – “Ho ascoltato tutti. Il Paese ha bisogno di un Governo in tempi brevi. Nelle prossime ore valuterò quello che emerso da questi colloqui e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al termine della seconda giornata di consultazioni al Quirinale. “C’è l’esigenza generale di una armonizzazione delle due leggi elettorali di Camera e Senato. Questa è condizione indispensabile per le elezioni”, ha aggiunto. Mattarella ha anche sottolienato che “il Paese ha bisogno in tempi brevi di un governo nella pienezza delle sue funzioni”.

L’ultima delegazione a incontrare Mattarella è stata quella del Partito Democratico. “Abbiamo registrato un larghissimo rifiuto da parte delle opposizioni a un governo di responsabilità nazionale e abbiamo assicurato al Capo dello Stato tutto il sostegno del Pd alla soluzione della crisi che riterrà più opportuna”, ha detto Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato.

Poco prima era toccato salire al Colle alla delegazione del Movimento 5 Stelle, la cui posizione è quella di andare al voto dopo la sentenza della Consulta sull’Italicum. “Oggi in Italia abbiamo due leggi elettorali diverse che generano una paralisi istituzionale dolosa generata dalla irresponsabilità della classe politica guidata da Renzi e dal Pd. Per questo abbiamo chiesto di garantire il percorso istituzionale più rapido per andare al voto con la legge elettorale che sarà certificata dalla Corte costituzionale”, ha affermato la deputata pentastellata Giulia Grillo.

Forza Italia non appoggerà alcun governo a guida Pd. “Abbiamo illustrato a Mattarella quella che ci sembra l’unica strada possibile: l’approvazione in tempi rapidi di una nuova legge elettorale condivisa per poi consentire agli italiani di esprimersi con il voto”, ha affermato Silvio Berlusconi al termine delle consultazioni. “Fi – ha aggiunto – non è disponibile a sostenere un governo di larga coalizione. Tocca al Pd esprimere e sostenere un governo per la parte restante della legislatura, che deve essere la più breve possibile”.

Per Sinistra Italiana, prima delegazione ad essere ricevuta ieri mattina al Senato, è “inconcepibile” una riproposizione di Renzi o di suoi uomini di governo. “Discontinuità vuol dire discontinuità, non è solo Renzi ma anche chi per lui può dare lo stesso di tipo di impronta e continuità”, ha affermato Loredana De Petris, capogruppo al Senato di Sinistra Italiana.

Favorevoli a un governo di larghe intese o a un Renzi-bis sono Alfano e Verdini. Area Popolare, ha spiegato Angelino Alfano, “è favorevole a un governo di comune responsabilità di ‘tutte le forze volenterose’ per affrancare i problemi dell’economia, delle banche e la riforma elettorale” o se ciò non fosse possibile a una “prosecuzione nell’esecutivo Renzi nelle forme che il presidente Mattarella riterrà opportune”. Verdini, ha invece dichiarato di essere disponibile “a ogni tipo di formula che Mattarella intenda adottare, da un governo Renzi-bis a un esecutivo di altro tipo”.

L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un governo a guida Paolo Gentiloni, ministro per gli Affari esteri del governo Renzi. A spingere per questa soluzione è il Partito Democratico e lo stesso Renzi, che ieri lo ha incontrato per ben due volte nel giro di poche ore: Gentiloni è la figura in grado di mettere d’accordo le varie correnti del Pd e, cosa importante, è un fedelissimo di Renzi. Ancora in corsa le figure di Dario Franceschini e del renziano Graziano Delrio.

FOTO: tratta da ansa.it

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