#VentiRighe – Bassa pressione sui cieli dell’Italia e a prescindere dal clima invernale nuvole minacciose

Santa pazienza

Invocate la benedizione di San Polino da Nola, protettore della pazienza e pregatelo di fornirvene a sufficienza  per sopportare l’elencazione dei gruppi che affollano il Parlamento del  nostro Paese. Offrite al santo un fioretto e in cambio chiedete che vi assista la calma olimpica mostrata dall’esimio presidente della Repubblica di confrontarsi con ciascuno di essi, pur consapevole dell’inutilità politica della maggior parte di loro. Con rammarico di facile comprensione, li citiamo, con relativa consistenza numerica dei componenti: Area popolare-Ncd-Centristi per l’Italia (26), Civici e Innovatori (17), Democrazia Solidale-Centro democratico (13), Forza Italia-Il Popolo della Libertà-Berlusconi presidente (50), Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (10), Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini (19), Movimento 5 Stelle (91), Partito Democratico (301), Scelta Civica-Ala per la Costituente Liberale e Popolare-Maie /16), Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà (31), Misto (56), Alternativa Libera Possibile (10), Fare! Pri (3), Minoranze Linguistiche (6), Movimento Ppa Moderati (3), Partito Socialista Italiano, Psi – Liberali per l’Italia, Pli (3), Udc (4), Usei-Idea (4) Deputati non iscritti a nessuna componente (12).

Cosa spetta a queste associazioni di deputati e senatori di soli euro: 106 milioni in due anni (oltre duecento miliardi delle cara e dismesse lira). Ovvio, più è consistente il gruppo, più contributi riceve e la parte del leone la fa il Pd che vanta il gruppo più numeroso. La voce di spesa maggiore è drenata dagli stipendi, circa otto milioni per la Camera, circa due milioni per il Senato, cresciuti a oltre tre. Oneroso anche il costo delle consulenze, anch’esse in crescita (circa 400mila euro). Milioni spendono Camera e Senato per la comunicazione. Ma tutto questo è noto anche per merito delle inchieste giornalistiche di Gian Antonio Stella sui privilegi della casta e Gerardo Mazziotti (“Assalto alla diligenza”).

Allo scandalo si somma l’assurdo che concede la formazione di un  gruppo parlamentare anche a tre soli deputati e ancor più  la facoltà di un deputato eletto con il partito “x”, di uscirne e con il famigerato salto della quaglia di accasarsi con un altra sigla o di formare con altri due esuli un nuovo gruppo. Clamoroso il caso dei grillini: per espulsioni ed esodi volontari, il gruppo ha perso 35 parlamentari. Male anche Forza Italia dopo la scissione che le ha sottratto i contributi di Ncd.

La premessa sulla  pletora di gruppi parlamentari (alcuni di tre o quattro elementi) giustifica i complimenti al presidente Mattarella che in tempi record ha completato le consultazioni con i gruppi parlamentari.  A proposito: in combutta oramai palese, cioè in rapporto politico solidale, Salvini e Grillo hanno disertato l’incontro con il Presidente della Repubblica previsto dalla prassi delle crisi di governo per l’incarico al premier. Non è l’unico atto di trasgressione alla correttezza istituzionale e rivela il deficit democratico del movimento 5Stelle, già evidenziata da segnali di identità ideologica con la Lega sul tema dell’accoglienza ai migranti.

La cosiddetta opposizione, che include l’armata Brancaleone di Forza Italia e dintorni, nonché le falangi nostalgiche del ventennio, prima ancora di conoscere le intenzioni del governo a guida Gentiloni annunciano barricate e manifestazioni di piazza. Un saggio del loro disfattismo, in un momento delicato del Paese, si è già manifestato con l’assenza in aula per il voto di fiducia sul bilancio. Bassa pressione sui cieli dell’Italia e a prescindere dal clima invernale nuvole minacciose.

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