Respinta la mozione di sfiducia a De Luca: parole pronunciate all’Hotel Ramada, “battute goliardiche”

La mozione è stata respinta a maggioranza, con 32 voti contrari. Gli unici a votare la sfiducia sono stati i consiglieri dei gruppi di centrodestra e Movimento 5 Stelle

Napoli, 13 dicembre – Battaglia in Consiglio regionale, dove oggi è stata discussa la mozione di sfiducia al presidente della Regione, Vincenzo De Luca. La mozione è stata respinta con 32 voti contrari e 17 a favore: gli unici a votare la sfiducia sono stati i consiglieri dei gruppi di centrodestra e Movimento 5 Stelle. La mozione era stata presentata da Stefano Caldoro e dai gruppi regionali del centrodestra, a seguito delle parole pronunciate da De Luca per convincere 300 amministratori considerati vicini a far votare Sì al referendum. In quell’occasione De Luca aveva portato a esempio il sindaco di Agropoli (SA), Franco Alfieri, parlandone come l’uomo delle “clientele scientifiche” (vai all’articolo).

“La vittoria del No al referendum, soprattutto nel Sud e in Campania – afferma Caldoro –, ha cambiato lo scenario politico perché, in Campania, il No ha vinto con il 70% e, quindi, è stata una totale bocciatura politica della Giunta De Luca. Una valanga di No determinata non solo dalle motivazioni referendarie. La sanità peggiora, peggiorano i trasporti, aumentano la disoccupazione e la povertà. La vittoria del No ha dimostrato che la Giunta regionale ha raccontato ai campani una realtà che non c’è, così come Renzi ha fatto all’Italia”.

Alle parole di Caldoro ha risposto il vicepresidente del Consiglio regionale, Tommaso Casillo (Pd). “Sembra quasi che – ha detto – De Luca debba ringraziare Renzi perché le sue dimissioni lo hanno salvato. E comunque il capo dell’opposizione di centrodestra ha illustrato una mozione totalmente diversa da quella presentata, in cui si parla di voto di scambio. Ma è voto di scambio se ad esempio un consigliere destina risorse alle zone terremotate? Peraltro c’è un gruppo qui che non ha devoluto i fondi in favore dei luoghi colpiti dal sisma nel Centro Italia. Per quanto riguarda il referendum, si dimentica che i risultati della Campania sono simili a quelli di Sicilia e Sardegna”.

“De Luca – sostiene Casillo – ha vinto perché ha assunto impegni importanti con gli elettori. E i risultati stanno arrivando, penso all’inaugurazione dell’Ospedale del Mare in programma domani. Sui fondi europei perché non si dice che abbiamo recuperato tutti i grandi progetti che non erano stati neppure avviati nella programmazione 2007-2013”.

Per Valeria Ciarambino, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, De Luca “l’ultima mozione di sfiducia se l’è scritta da solo quando, in un hotel di Napoli con trecento amministratori, come risulta dall’audizione della registrazione, ha espresso delle parole agghiaccianti e ha praticamente indotto al voto di scambio per ottenere il sì al referendum proponendo lo scambio tra la Costituzione e le clientele”.

“Il 70 per cento di elettori campani – ha sottolineato Ciarambino – ha, invece, votato no e hanno bocciato De Luca e il ‘deluchismo’. Il popolo campano ha già sfiduciato il presidente della Regione, anche nelle sue roccaforti, e la realtà campana, disastrosa nella sanità, nei trasporti, nella vivibilità, nell’economia, lo ha sfiduciato. Oggi siamo particolarmente fieri di essere campani e la nostra Campania, nata dal voto referendario, non è rappresentata da De Luca”.

Secondo Antonio Marciano (Pd), “nessuno può intestarsi la vittoria del no al referendum, perché è una vittoria del popolo che ci colloca in un’Italia certamente diversa, un voto che ha riguardato la Spagna, la Gran Bretagna, l’America dove ampie fasce della popolazione si sono ribellate alla globalizzazione e ai frutti di quelle politiche liberiste di destra che hanno provocato povertà e disoccupazione”.

De Luca è stato uno degli ultimi a parlare prima del voto. “In un Paese in cui si digerisce tutto – ha affermato –, anche gli stragisti, quello che non si perdona è una battuta. Abbiamo avuto più attenzione mediatica dell’attentato alle Torri Gemelle. La verità è che ho solo voluto fare una battuta per alleggerire il clima e perché non c’era un grandissimo entusiasmo a condurre la battaglia per il referendum”. “Ma non vi vergognate a proporre il blocco istituzionale e amministrativo per una battuta goliardica?”, ha chiesto De Luca ai consiglieri regionali di opposizione.

Per quanto riguarda il risultato referendario, De Luca ha evidenziato che “aver bocciato il referendum ci consente di difendere il nostro ‘livello salariale’ perchè, lo ricordiamo, nella riforma c’era una norma che tagliava le indennità dei consiglieri regionali e le spese dei gruppi, quindi vanno ringraziati tutti i gruppi di opposizione che hanno fatto questo ‘regalo’ ai consiglieri regionali d’Italia”. Infine, sulla precedente amministrazione regionale, De Luca ha detto: “Il governo regionale che ci ha preceduto è stato il governo del nulla, nella sanità, nei trasporti, nella cultura, nelle politiche sociali, quando ci siamo insediati avevamo di fronte a noi un disastro. Abbiamo fatto – ha concluso – un lavoro eccezionale”.

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