Il Presepe Vivente di Gesualdo, nel cuore dell’Irpinia

Nell’Irpinia dei borghi e dei castelli, tra le tante manifestazioni natalizie, il Presepe Vivente di Gesualdo rappresenta una virtuosa rappresentazione di religiosità, tradizione e storia in un contesto unico e quindi affascinante

Avellino, 16 dicembre – La cittadina di Gesualdo è posta nel cuore della Verde Irpinia, arroccata a forma di ventaglio su un colle che domina la valle del Calore. Di origini antichissime, fu baluardo di difesa dei confini meridionali del Ducato di Benevento e nel rinascimento dimora del tormentato Principe dei Musici Carlo Gesualdo, che scelse l’amenità di questi luoghi per dedicarsi alla sua arte. Gesualdo è uno dei paesi più belli dell’Irpinia.

Sotto l’imponenza del Castello e dei suoi bastioni, tra vicoli stretti ed anguste stradine, ogni angolo è una sorpresa e una scoperta di elementi scolpiti in pietra, portali e lesene, logge e giardini interni che impreziosiscono sia gli edifici dove sono collocati che l’intero borgo. Le piazze, le fontane e le infinite scale in pietra che si arrampicano fino al castello caratterizzano il borgo, al punto di farlo diventare un paese palcoscenico, ideale da riprodurre per la realizzazione di un presepe. La lunga storia della rievocazione della natività di Gesù inizia negli 90, quando pochi giovani del Movimento Giovanile, coinvolgendo altri abitanti del paese, davano vita per la prima volta alle Sacre Rappresentazioni.

Sono trascorsi da allora tanti anni e con il definitivo restauro del centro storico, il presepe vivente è cresciuto di intensità: oggi, l’Associazione ASTREA (promotrice dell’evento), fa muovere attorno a sé un patrimonio di risorse umane notevole, che fa rivivere all’interno di questa piccola Betlemme nostrana, scorci di vita quotidiana di una tipica comunità contadina dei primi anni del Novecento. Non ci sono personaggi e interpreti, ognuno è, o è stato, quello che rappresenta, non si mimano le tecniche, ma si padroneggiano, ridando vita a quegli antichi mestieri quasi dimenticati: ecco lo scalpellino, che modella la dura pietra di Gesualdo, il fabbro, il ciabattino ed il canestraio che ripetono gli antichi gesti, le donne, vere nonne, vere mamme e vere massaie che spargono nell’aria profumi di cucina piacevolmente molesti. Preparano pasta, pane e cibi vari che da tempo immemore venivano ed ancora oggi vengono preparati nella famiglia contadina, stretta intorno al focolare.

La tradizionale manifestazione ha il pregio di riunire e coinvolgere una intera comunità: anziani, giovani e bambini (il Bambinello è generalmente l’ultimo nato dell’anno a Gesualdo), facendoli lavorare insieme e presentandosi come espressione di solidarietà, al di là della poesia e dell’emozione religiosa. Ogni anno, nel periodo natalizio, lontani dai bagliori delle decorazioni natalizie, la tenue luce delle fiaccole conferisce ai luoghi ed agli antichi palazzi di Gesualdo quella magica semplicità per cui è impossibile non sentirsi tutti più buoni.

L’evento in programma per il 27 e 28 dicembre ha il patrocinio del Comune di Gesualdo (AV). Ingresso libero. INFO: 3450459691 – 3490594734 – Email: astreagesualdo@libero.it

Lascia un commento