#VentiRighe – La bella Napoli dei “sospesi”

Cari amici italiani, fate tanto di cappello ai connazionali che fanno di Napoli il luogo della solidarietà in stretta connessione con la generosità e l’altruismo

E’ noto e raccontato dai media con un sorriso di benevolenza media il caso, ovviamente unico e non solo nel Bel Paese del “caffè pagato”. Tu che puoi bevi il tuo, nero, denso e schiumato e alla cassa ne paghi due, il secondo per chi non può permetterselo e chiederà al tuo bar se c’è appunto un caffè sospeso. Ma i tempi evolvono, anzi involvono e la povertà si accompagna sempre più spesso con la fame. Allora “pizza sospesa” e “pane sospeso” con identiche modalità. E’ Natale e si ripropone il mito della bontà. Ecco come si presenta a Napoli: entri in una giocattoleria e compri un dono per i tuoi bambini, ma ne paghi due e il secondo entra nel capitolo dei sospesi, destinato ai genitori indigenti perché anche i loro figli ricevano il regalo tradizionale.

L’idea del giocattolo sospeso nasce a palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli a firma degli assessori ai Giovani Alessandra Clemente e alle Pari Opportunità, Daniela Villani. Tra i primi negozi che hanno risposto all’iniziativa  “Junior Giocattoli” che ne propone anche per bambini autistici. Chi ha aderito merita di essere citato e allora ecco l’elenco: Junior Giocattoli, via Pisciscelli 25 / Casa mia, via Cilea 115 / Natullo toys, , via Nazionale 52 / Natullo toys, Corso Garibaldi 301 / Natullo toys, via A. Ranieri 51 / Leonettti, via Toledo 350 / Leonetti, via Crispi 82 / La Girandola Giocattoli, via Toledo 400 / La Girandola Giocattoli, via E.Nicolardi 158-162 / Gerardi e Fortura, viale Kennedy 119 / Baby Bendrew, via Kerbaker 100/102 / L’Etoile, via Stella 140 / Arcobaleno Toys, Viale Colli Aminei 72 / Giochi in legno idee regali e Carillon di Onorato Vincenzo, Via Montesanto, 58 / Bibi – Libreria dei Ragazzi, Via Raimondo de Sangro di San Severo, 6.

Miracoli e dintorni

Per un presunto miracolo che manca l’appuntamento di dicembre, un evento ritenuto prodigioso, accaduto in Messico, aggiunge un capitolo al libro  scritto dai fedeli che giurano su statue della Madonna che piangono, di Cristo che muove gli occhi o sanguina, di apparizioni celesti a cosiddetti veggenti scelti per comunicazioni private da diffondere al mondo. E allora ecco la notizia diffusa dai media locali di una statua di Gesù che a Saltillo, nel corso di una processione, si sarebbe mossa. Neppure per un istante la folla di fedeli ha pensato a un incertezza di chi portava sulle spalle la statua. C’era da scommettere sulla diffusione dell’ “evento”. Provvidenziale, nel senso di provvidenza divina, un fedele munito di cellulare lo ha immortalato e proposto su un sito di internet.

Il popolo al seguito della processione si è diviso tra scettici che giustificano il movimento con numerose e plausibili motivazioni “terrene” e fedeli certi di aver assistito a un miracolo. Adimensional, portale che si occupa di eventi paranormali, per bocca del fondatore Escamilla giura che il video non è stato contraffatto e che venti presunti esperti, analizzati i fotogrammi non sono riusciti a spiegare il fenomeno. Fatti loro. Per un miracolo della suggestione, tipico di alcuni riti religiosi, qual è appunto la processione, un miracolo mancato e succede a Napoli dove il sangue dell’amatissimo  patrono non ha obbedito alle manovre che lo fanno sciogliere a scadenze prefissate, tre volte all’anno.

Esposta la teca alle invocazioni di popolo, il miracolo non si è verificato. Accadde invece in coincidenza con l’anniversario dell’eruzione del Vesuvio del 1631. La  leggenda racconta che San Gennaro bloccò la lava e salvò la città che lo ha eletto a patrono. Il mancato prodigio annuncia catastrofi? Ancora un volta il popolo ricorre a casi precedenti, a sciagure per la città collegate al no di San Gennaro che avrebbe negato lo scioglimento del sangue. Il miracolo non è avvenuto in occasione dello scoppio della seconda guerra mondiale, poi dell’ invasione nazista dell’Italia e  nel ’73  quando Napoli dovette fronteggiare il colera e ancora nell’80, alla vigilia del terremoto. Questa volta, dicono i custodi della teca, non c’è rischio di nuove sciagure e i napoletani ci credono, perché si fidano di San Gennaro.

Lascia un commento