“Shakespeare a modo mio”, a piazza Forcella

Rappresentazione teatrale presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella, rivolto agli adolescenti del quartiere

Napoli – Domani 20 dicembre, alle ore 19:30, presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella, con ingresso gratuito, si terrà la performance finale del laboratorio teatrale “Shakespeare a modo mio” rivolto agli adolescenti del quartiere di Forcella e realizzato da f. pl. – femminile plurale. Ultimo appuntamento che rientra all’interno del progetto “La cantata dei giorni bambini” a Piazza Forcella – vincitore del bando “Atelier Teatrali Territoriali” indetto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, finanziato dal MiBACT e patrocinato dalla Fondazione Eduardo De Filippo.

Condotto dal coordinamento artistico composto da Alessandra Asuni, Antonio Della Ragione e Raffaele Parisi, il laboratorio “Shakespeare a modo mio” ha offerto, da ottobre a dicembre 2016, ai ragazzi del quartiere di Forcella la possibilità di raccontare e raccontarsi grazie alle parole del drammaturgo inglese William Shakespeare. La tecnica teatrale e musicale adottata è stata quella della composizione collettiva, attraverso la quale il testo, la scena, la musica e tutto lo spettacolo sono stati elaborati insieme ai ragazzi. Uno spazio, quello di Piazza Forcella, in cui le idee dei giovani partecipanti hanno preso “corpo” e “suono”, in cui le emozioni nate dalle visioni e dai “contagi” delle relazioni con gli altri e con l’ambiente esterno diventano espresse attraverso i linguaggi del teatro. Un laboratorio in cui le azioni del grande drammaturgo inglese, attraverso la voce di personaggi si trasformano in azioni del vissuto quotidiano e contemporaneo.

“Un pretesto, un testo a volte lo è!”. Spiega Alessandra Asuni, regista, attrice e coordinatrice del laboratorio. “La storia d’amore più conosciuta al mondo, quella di Romeo e Giulietta, diventa per le ragazze partecipanti al laboratorio un possibilità per raccontarsi. Tra le frasi prese in prestito da William Shakespeare convivono quelle del vissuto delle ragazze. Potremo chiamare questo piccolo laboratorio “Le Giuliette”. Un percorso fatto di movimenti, ascolti, intimità e aperture. Dalle parole sono nate le azioni e dalle azioni son nate le parole. Giulietta rappresenta quel passaggio da ragazza a donna, quella necessaria ribellione a quel che viene imposto e non condiviso”.

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