Scuola: la proposta di riforma del M5S non convince i precari

Nessun riferimento all’inserimento in GaE dei precari diplomati magistrali, TFA, PAS e alla richiesta di abilitazione dei docenti con esperienza inseriti in Terza Fascia

Roma – Dalla lettura del progetto sulla scuola, riportato della deputata Silvia Chimienti del M5S, nella sua pagina Facebook, apprendiamo che nessun provvedimento è stato inserito per l’inserimento nelle graduatorie provinciali ad esaurimento e, quindi, per la stabilizzazione e la conseguente assunzione dei docenti precari. Nessun accenno, infatti, alla questione dell’inserimento nelle Gae dei docenti precari, siano essi diplomati magistrale ante 2001/2002, abilitati con TFA e PAS e ai docenti precari non abilitati, iscritti in terza fascia delle graduatorie di istituto che attendono da tempo che si avvii un percorso di abilitazione senza barriere all’ingresso, per tutte le classi di concorso e a costi contenuti.

Ancora una volta, i docenti precari, non solo non vengono menzionati dal progetto scuola del M5S ma, addirittura, un piccolo accenno alla loro assunzione viene fatto come ultimo punto del progetto con riferimenti vaghi alla questione.

Ad esprimere le loro critiche sono il gruppo dei “Docenti precari abilitati non inseriti in graduatoria ad esaurimento” e l’Associazione Nazionale Docenti per i Diritti dei Lavoratori che non ritengono soddisfacente la proposta del M5S riportata con tanto orgoglio sulla pagina Facebook dall’onorevole Silvia Chimienti.

Bene l’abolizione della legge 107 del 2015. Ciò  nonostante, i docenti precari bocciano il progetto scuola del M5S per la mancata previsione della vicenda relativa all’inserimento in Gae dei docenti diplomati magistrali ante 2001/2002,dei docenti abilitati con TFA e PAS e per l’assenza di un programma per l’abilitazione dei docenti precari inseriti in terza fascia delle GI, spesso insegnanti con decennale esperienza dietro ad una cattedra.

Riportiamo i punti principali del Progetto scuola del M5s:

  • Abolizione legge 107/2015;
  • Eliminazione contributo volontario e conseguente incremento del fondo per il funzionamento dell’istituzione scolastica;
  • 390 milioni all’anno per la messa in sicurezza, la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di tutte le scuole d’Italia;
  • Rispetto normativa sul numero massimo di alunni per classe;
  • Inclusione disabili nel gruppo classe;
  • Abolizione test Invalsi;
  • Tempo pieno nella scuola primaria;
  • Introduzione nuove discipline curricolari quali l’educazione ambientale, l’educazione alimentare, l’educazione all’effettività;
  • Ripristino studio discipline ante riforma Gelmini (materie letterarie, della storia dell’arte, della musica, della geografia);
  • Riconoscere dignità e valore della professione docente, incrementando gli stipendi e procedendo allo sblocco del contratto;
  • Piano pluriennale immissioni in ruolo.

Ovviamente i precari della scuola attendono con trepidazione di conoscere le proposte delle altre formazioni politiche.

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