Ischia rievoca il suo “royal wedding”: così Vittoria Colonna sposò Ferrante d’Avalos

Il 27 dicembre del 1509 la poetessa sposò il marchese nel castello aragonese: martedì alle 15 il corteo storico in costume

Fu un matrimonio di grande sfarzo, in una cornice da sogno: il castello aragonese di Ischia. Lei, Vittoria Colonna, marchesa di Pescara, figlia del duca di Urbino, sapeva dall’età di tre anni che un giorno avrebbe preso in sposo il condottiero Ferrante d’Avalos, marchese di Pescara: nozze strategiche allo scopo di legare la famiglia di lei alla dinastia aragonese, regnante a Napoli. Era il 27 dicembre 1509 e Ischia rievoca il suo più celebre matrimonio con un corteo storico in costume che coinvolgerà, proprio nel giorno del suo anniversario, oltre cento figuranti ammantando di fascino le vie del centro.

L’evento, organizzato dall’associazione culturale “Tifeo” con la collaborazione del liceo statale “Ischia” e patrocinato dal Comune di Ischia, rientra nel cartellone del Natale ischitano e si articola in due momenti distinti, previsti entrambi per il 27 dicembre: al mattino, a partire dalle 10.30, un banditore sfilerà da piazza Croce, seguito da una schiera di cavalieri che si esibiranno in spettacoli di scherma storica in piazza Croce, piazzetta San Girolamo e nel piazzale aragonese (evento organizzato con la collaborazione del Circolo Nautico Posillipo); nel pomeriggio, dalle 15, il corteo nuziale, capeggiato dai due sposi, sfilerà dal Castello aragonese al Palazzo Reale per incontrare il popolo ischitano in una suggestiva rievocazione che consentirà un salto indietro nel tempo di  cinque secoli.

Femminista ante litteram, Vittoria Colonna è una figura particolarmente importante per la storia dell’isola d’Ischia, dove visse – dimorando al Castello aragonese – dal 1509 al 1536: donna di elevata cultura, considerevole potere e convinta fede, scrisse un consistente corpus di poesie, tra le quali quelle in morte dello sposo Ferrante d’Avalos, senza tuttavia pubblicarle. Le sue produzioni – che le valsero anche una citazione nell’Orlando Furioso di Ariosto e il cui stile rimanda spesso al Canzoniere di Petrarca – circolavano attraverso uno scambio privato di manoscritti, che Vittoria Colonna inviava ai personaggi più importanti dell’epoca (da Margherita di Navarra a Francesco della Torre, fino all’amico Michelangelo). Rime che esaltano anche il paesaggio ischitano, a cominciare dal monte Epomeo, più volte citato: alla sua memoria, Ischia ha dedicato il corso principale e oggi rievoca dunque il celebre matrimonio, uno dei più sfarzosi della sua millenaria storia.

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