Napoli: apre Sfogliacampanella, primo store monoprodotto del famoso dolce

Il 2 gennaio un’esplosione di dolcezza colpirà San Biagio dei Librai

Napoli, 25 dicembre – Un’esplosione di dolcezza e napoletanità è programmata per lunedì 2 gennaio 2017 alle ore 19 in via San Biagio dei Librai 110 (Napoli). Apre “Sfogliacampanella”, il primo store in Italia esclusivamente dedicato al dolce 2 in 1 che ha già “ammaliato” i palati di migliaia di napoletani e non: una sfogliatella a forma di campana, isolata all’interno con uno strato “cioccolatoso”, farcita con una raffinata crema di ricotta e con il cuore di babà. Per ora queste le varianti ufficiali: cioccolato (fondente o bianco), pistacchio, arancia, panettone e caffè.

Una sorpresa per il palato ad ogni morso, che si rivela gradualmente, strato dopo strato, e che ha dolcemente meravigliato chi l’ha provata ovunque: a Piazza Garibaldi (presso SfogliateLab, negozio cult della pasticceria napoletana), tra un treno e l’altro, e alle fiere a cui è stata presentata (persino a Milano). Un prodotto esclusivo firmato Vincenzo Ferrieri (figlio di Salvatore, fondatore di SfogliateLab) che, per l’apertura del primo store, ha voluto come socio il nipote Antonio.

La nuova sede ubicata nel cuore del centro storico partenopeo sarà un punto vendita “show cooking“, dove, in sostanza, si potrà scegliere al momento la variante da acquistare e provare, potendo anche usufruire di uno spazio dedicato in cui verrà mostrato, live, il procedimento per la realizzazione di queste dolcissime delizie.
Infine è previsto un angolo bar in cui gustare un buon espresso napoletano.

La sfogliatella – La sfogliatella è nata intorno al 1600 nel monastero di Santa Rosa (ubicato in Campania, tra Furore e Conca dei Marini). La leggenda narra che una suora addetta alla cucina si accorse che era avanzata un po’ di semola cotta nel latte, così vi aggiunse un po’ di frutta secca, del liquore al limone e lo zucchero e realizzò un gustoso ripieno. Preparò quindi due sfoglie di pasta per contenerlo. Infine, per conferire al dolce un aspetto caratteristico, plasmò la sfoglia dandole la forma di un cappuccio di monaca e infornò il tutto. Nacque così la Santarosa, la cui ricetta fu tenuta segreta fino all’’800 quando una suora la rivelò al suo amante pasticciere.

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