Salute: ansia, stress, allergie respiratorie ed alimentari e il Santo Natale è servito

Tra smog casalingo, jet lag familiare e sindrome dell’albero di Natale è a rischio il nostro benessere psicofisico

Natale fa male alla salute. Fino al punto che uno scienziato inglese ha ribattezzato il 25 dicembre come “il giorno più tossico dell’anno”. La rivelazione è dell’esperto di inquinamento domestico, il professor Ian Colbeck dell’University of Essex, che punta il dito sulle sostanze chimiche volatili rilasciate nelle cucine delle nostre case in questi giorni di festa, caminetti accesi per ore, candele profumate ovviamente in stanze chiuse per il freddo invernale. Siamo letteralmente intossicati dai fumi di arrosti, petardi e caminetti -, sottolinia l’esperto – così densi da fare concorrenza alle strade londinesi nell’ora di punta. E a farne le spese sono i nostri polmoni per l’elevato numero di particelle nocive. Polveri sottili, particelle di dimensioni inferiori a 100 nanometri che possono arrivare in profondità nel sistema respiratorio, emesse ad esempio da stufe elettriche; i forni a gas invece producono biossido di azoto; i botti liberano metalli e fuliggine, con conseguente aumento del rischio di malattie cardiovascolari.

Ma non solo. Il Natale è causa di un vero e proprio sfiancamento psicologico – una sorta di “jet lag” familiare – per il perdurare di una convivenza familiare forzata. A parlare di jet lag familiare è lo psicologo clinico Adam Fried, di base a Scottsdale (Usa), come riportato dal New York Times. Spesso si vivono male le chiacchiere con i parenti che si incontrano solo nelle feste comandate, provocando stati d’ansia che si accumulano e danno una stanchezza, tipico di un volo intercontinentale, al ritorno a casa.

E chi si isola allontanandosi da parenti e amici non è messo meglio. Stress ed ansia in agguato a causa dell’isolamento. E a quanto pare non sono pochi. Secondo un recente sondaggio condotto da Mind, che si occupa di salute mentale, una persona su 10 nella fascia d’età compresa fra 25 e 34 anni dichiara di non avere nessuno con cui trascorrere il Natale. Per gli anziani il rapporto è di 1 a 20.

Il giornale inglese Mirror poi riferisce della “sindrome dell’albero di Natale” descritta da un team di scienziati dell’Upstate Medical University di New York. Gli studiosi hanno rilevato che l’albero di Natale può ospitate fino 53 tipi differenti di muffe e pollini provocando reazioni allergiche in molti individui predisposti. Senza parlare dei buffet natalizi, dove la ricchezza dell’offerta culinaria di ristoranti ed alberghi mettono a dura prova i vacanzieri per le loro intolleranze alimentari.

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