“Niente fiori ma opere di bene”, al Nuovo Teatro Sanità

Scritto e diretto da Mario Gelardi, con Carlo Caracciolo, Luigi Credendino e Ciro Pellegrino, Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Salvatore Nicolella

Il 28, 29 e 30 dicembre (ore 21.00), al Nuovo Teatro Sanità, tornano in scena le tre cattivissime signore de La terza comunione, spettacolo di successo della passata stagione del teatro di piazzetta San Vincenzo. Le tre bizzoche, in Niente fiori ma opere di bene, scritto e diretto da Mario Gelardi, saranno impegnate in un’altra “avventurosa” funzione religiosa. Ad interpretare i tre fortunati personaggi, Carlo Caracciolo, Luigi Credendino e Ciro Pellegrino, affiancati da Anna De Stefano, Carlo Geltrude e Sasi Nicolella. Lo spettacolo è un piccolo esperimento di drammaturgia seriale.

A proposito del suo ultimo lavoro teatrale, Gelardi spiega: “Ho deciso di far evolvere i tre personaggi del mio testo La terza comunione, quando ho visto che il pubblico tornava a rivedere lo spettacolo più e più volte, che mi chiedeva quando lo avremmo rifatto perchè voleva portare anche gli amici. Quando ho capito che le persone si erano affezionate a quelle tre cattivissime bizzoche travestite… Era scattato un meccanismo di dipendenza simile a quello generato dalle serie tv – e io ne sono un appassionato – e si aspettano con ansia le puntate successive”.

La voce delle tre donne di chiesa è la voce della collettività, di “un atavico pulpito da cui viene la predica”, quello di chi siede tra i banchi e sottovoce, tra una preghiera e un salmo, commenta tutto, ma proprio tutto quello che accade in chiesa e fuori. Come una sorta di coro greco ristretto, ma la loro voce è feroce. E’ la voce di chi ritiene di essere sempre seduto dalla parte giusta.

Dopo il successo de La terza comunione, le tre cattivissime signore tornano, impegnate in un’altra funzione religiosa. Non più un evento gioioso, perché purtroppo il povero Don Giovanni ha lasciato il suolo terreno per volare nelle schiere degli angeli e le tre signore non possono perdere l’occasione per seguire questa ascesa, in tutta la sua liturgia sacra ma comunque terrena.

Si recheranno prima a casa della vedova, in un segmento che teatralmente parlando è ispirato al terzo atto di Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo; successivamente parteciperanno al corteo funebre, per finire poi davanti alla lapide del compianto al cimitero. Ma come è morto Don Giovanni? Perché sua moglie l’ha trovato mezzo nudo rientrando in casa? Questi interrogativi non potranno rimanere inevasi se sono prima di tutto domande che si fanno le tre bizzoche.

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