#VentiRighe – Mister Dipiazza, “negro” sarà lei

Prima di lui Riccardo Illy, imprenditore illuminato e Roberto Consolini, sindaci del centrosinistra

Poi Trieste si è consegnata alla destra di Roberto Dipiazza e questi non ha tardato a manifestare il mixage di razzismo-xenofobia in cui si iscrive il vasto schieramento che include la destra neofascista, il leghismo di Salvini, l’accozzaglia di Forza Italia e altri cani sciolti. Sul tema rifiuti: “Cari concittadini quando vedete questi disservizi telefonatemi. Perché è giusto, noi non siamo a Napoli, siamo a Trieste…”. L’ignorante evidentemente è disinformato e in mala fede. A Napoli, dopo molto tribolare, il problema è risolto e da tempo. In ogni caso: che Dipiazza pensi alla sua di spazzatura e per cominciare all’espressione razzista nei confronti di un venditore ambulante, definito ai microfoni di una televisione locale “Quel negro”, ma soprattutto eviti di inquinare con la sua sgradita presenza il flusso entusiasta di turisti che scelgono in massa Napoli.

La capitale in sordina

Dopo aver “graziato” gli artisti di strada concedendo che ricevano compensi del cittadini per le loro performance (in un primo momento lo aveva vietato l’assessore Bergamo) il comune di Roma perde l’unico pezzo pregiato del Capodanno di piazza, il concerto al Circo Massimo di Max Gazzé, con la partecipazione di Violante Placido. L’evento salta e Roma arranca nel tentativo di impedire che la sera e la notte di fine anno ricordino il tempo triste del coprifuoco bellico. In soccorso della Raggi arriva tempestivo l’invito del collega di Firenze Dario Nardella che con ironia tutta toscana le propone “Amici miei, se non avete il concertone di Capodanno in città non c’è problema… vi aspettiamo tutti a Firenze con Marco Mengoni, venite pure da noi a festeggiare”. All’attacco anche il Pd romano: “Quest’anno, dopo ben 24 anni, l’ormai abituale concertone di Capodanno per salutare l’anno nuovo a Roma non ci sarà. La società organizzatrice vincitrice del bando e gli sponsor che avrebbero garantito la gratuità dell’iniziativa si sono ritirati. Il motivo è semplice, non sono riusciti a trovare riscontro nell’azione amministrativa del Campidoglio, per inadeguatezza e superficialità dell’amministrazione Capitolina”. Polemiche anche sul divieto della Raggi dei fuochi d’artificio. Dice la Meloni, Fratelli d’Italia: “Dopo le decorazioni più brutte di sempre, il tristissimo albero di Natale a Piazza Venezia, il no ai mercatini a Piazza Navona e l’annullamento del concertone di Capodanno, oggi il sindaco di Roma Raggi propone ai romani l’ultimo regalo, lo stop ai botti e ai fuochi d’artificio l’ultimo dell’anno. Ora è tutto più chiaro e si spiega la follia della scelta del Campidoglio di promuovere sul suo sito istituzionale il turismo in altre città e capitali europee”.

I faraglioni: è qui la festa

Capri batte Cortina, Courmayeur e altri luoghi di baldoria e si propone come la scelta più cara per festeggiare il Capodanno. Lo dichiara autorevolmente “Casa Vacanze” che a dispetto della crisi e del baratro economico che include milioni di italiani poveri, celebra l’opulenza dei pochi, di quelli che si potranno permettere di scialacquare montagne di euro per garantirsi il lussuoso privilegio di brindare al  2017 nella celeberrima piazzetta dell’isola napoletana, indicata come regina di lusso. Nobile, ma un gradino più in giù è la tradizionale Cortina d’Ampezzo, terza Selva di Val Gardena, delizioso paese di montagna dell’Alto Adige. Non c’è da scommettere, perché è certo che in queste oasi di ricchezza si ritroveranno i soliti noti: attori e attrici famosi, i più ricchi tra i calciatori, industriali, immobiliaristi, corrotti e corruttori, politici. Gente che per fare cin cin investe cifre blu in champagne e raggiunge i luoghi del divertimento atterrando nel più vicino aeroporto con il jet privato. Uno dei tanti mostrati ieri sera dal programma “Petrolio” che sempre in tema di ricchezze e di nessun rispetto per le povertà ha esplorato l’Italia dei nababbi, i posti esclusivi di mare affollati di “barche”, due o tre quotate 500 milioni di dollari, e di aerei che saturano le piste prossime alle fiabesche coste della Sardegna, uno gigantesco, da 400 passeggeri abitato solo da un petroliere e le sue mogli. E’ questa la bella Italia? Ma poi: opportuno mettere in onda in questo scorcio di 2016 un’orgia di lusso sfrenato, di quello che venti o trent’anni fa ha ingannato i popoli slavi, gli albanesi in particolare, mostrando l’Italia come una sconfinata Bengodi? (Nella foto la Costa Smeralda di notte)

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