De Magistris accusa De Luca: “Persi 500mila euro di fondi per il Teatro Trianon”

Il sindaco di Napoli e sindaco metropolitano: “Alla Città Metropolitana è stata negata la possibilità di ricapitalizzare il Teatro Trianon”

Napoli, 2 gennaio – “Ho ricevuto comunicazione a firma del presidente della Regione Campania con cui sostanzialmente si nega alla Città Metropolitana di Napoli la possibilità di ricapitalizzare il Teatro Trianon con la conseguente perdita di tali risorse”. Lo ha affermato il sindaco di Napoli e sindaco metropolitano, Luigi de Magistris, in riferimento agli stanziamenti a bilancio che prevedevano la ricapitalizzazione del Teatro Trianon per mezzo milione di euro.

“Da questo atto – ha aggiunto de Magistris – deriva una responsabilità politica in capo al presidente De Luca e gestionale, di cui chi amministra il teatro sarà tenuto a rispondere. Per procedere al trasferimento dei fondi al teatro è stato chiesto al presidente del Cda del Trianon di convocare la necessaria assemblea straordinaria dei soci entro la fine dell’anno, per scongiurarne la perdita”.

“A tale richiesta – prosegue il sindaco –, che personalmente ritenevo avrebbe incontrato il giubilo del cda, che più volte mi aveva compulsato sulla necessità di trovare nuove risorse, il presidente del Cda ha però subordinato la convocazione dell’assemblea di soci ad una ‘irrituale’ approvazione da parte del socio di maggioranza (la Regione Campania), approvazione che non è stata data e quindi l’assemblea non si è potuta tenere”.

“Eppure mi ero anche immediatamente attivato – continua il primo cittadino – scrivendo al presidente De Luca una nota, sicuro di riuscire a far leva sul desiderio di rilancio del Teatro Trianon che lo stesso Presidente De Luca aveva più volte ribadito attraverso nobili dichiarazioni rese a mezzo stampa”.

“Voglio infine ricordare – ha concluso – che la Città Metropolitana di Napoli per l’anno 2016 aveva con estrema fatica e sacrificio appostato ingenti risorse a favore dei teatri, considerandoli volano per quello sviluppo economico che la legge Delrio riconosce in capo ai nascenti enti. Il sacrificio di reperire tali risorse sta nel fatto che, a differenza di quanto prevede la legge, il Governo non ha finanziato questa funzione, motivo per cui, la Città Metropolitana di Napoli era stata costretta a reperire le risorse attraverso entrate straordinarie”.

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