Parthenope, l’amore ai tempi dei naufragi al Teatro Bolivar

Si parla di Napoli e delle sue origini. Da sabato 7 a domenica 8 gennaio in anteprima nazionale

Napoli, 3 gennaio – In anteprima nazionale al Teatro Bolivar, per la stagione teatrale 2016/17 di innovazione teatrale NuoveVele, da sabato 7 a domenica 8 gennaio 2017, debutta la commedia aerea scritta e diretta da Federica Altamura e Biagio Musella. Uno spettacolo esilarante adatto a tutta la famiglia tra mito, danza aerea e sirene, con Federica Altamura, Arianna Dell’Orfano, Federica Natangelo e Viola Russo. Ispirato al mito di Parthenope – sirena dalle cui spoglie si dice sia nata la città di Napoli – lo spettacolo racconta i destini di due figure apparentemente diverse, ma tragicamente simili. L’una, Penelope, moglie fedele, il cui amore per Ulisse la costringe ad una tormentata ed agonizzante attesa, celata a fatica nelle sue parole; l’altra, Parthenope, amante ferita, il cui amore per Ulisse la tormenta a tal punto da condurla alla distruzione. Ci troviamo così di fronte a due facce di una stessa medaglia, l’Amore.

“Parliamo di Napoli e delle sue radici” sottolineano i due coautori Federica Altamura e Biagio Musella. “Crediamo che Napoli e i napoletani siano un popolo d’amore, lo stesso amore che Parthenope rincorre al punto da sacrificare la propria vita. Penelope è una donna ironica e “spontuta”, tipica mamma napoletana, premurosa nei confronti dei figli e devota al marito oltre misura, impiantata in un contesto popolare fatto di “bassi”, pettegolezzi e ragù. Parthenope, invece, è immersa in un contesto familiare bizzarro in cui viene completamente ribaltato il mito della sirena, figura diabolica, mangiatrice di uomini dalla voce angelica. Stonate, sciocche e impacciate, dai profili surreali e fiabeschi sono infatti le altre sirene con le quali Parthenope si trova a condividere la sua solitaria esistenza, elementi questi capaci di dar vita a continue situazioni comiche all’interno della vicenda”.

Parthenope – L’amore ai Tempi dei Naufragi è un progetto promosso e sostenuta da giovani artisti partenopei, per il 90% tutto al femminile. Nello spettacolo la parola si fonde al movimento del corpo. Grazie alla capacità degli interpreti, membri di ImmaginAria, compagnia di teatrodanza aerea che da anni opera sul territorio rappresentando ormai una realtà affermata, le sirene volteggiano sui tessuti ricreando le atmosfere proprie degli abissi marini riprodotti dalla mano sensibile della pittrice Francesca Strino, alla quale sono affidati scene e costumi. Allo spettatore sembrerà di trovarsi di fronte ad un enorme quadro, un dipinto dinamico, vivo, in cui le sirene si confondono con gli elementi pittorici, l’astrattismo della pittura si mescola alla carnalità dei corpi e la realtà e la finzione diventano indissolubili.

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