Bambina ferita a Forcella, Cardinale Sepe: “Provo vergogna e dolore perché c’è chi spara all’impazzata tra la gente”

Sepe, nella sua omelia durante la celebrazione della Festa dei popoli, celebrata oggi al Duomo di Napoli, condanna i fatti di violenza che ha visto una bimba di 10 anni vittima innocente di una rappresaglia per il pizzo non pagato

Napoli, 6 gennaio – “Come vescovo di questa terra provo tanta vergogna e tanto dolore perché c’è chi fa il guappo non per la sua autorevolezza, ma con la forza irrazionale di una pistola”. Lo ha detto il Cardinale Crescenzio Sepe durante l’omelia in occasione della Festa dei popoli, celebrata oggi al Duomo di Napoli, in occasione dell’Epifania. Dure parole del cardinale, “parole di ferma e profonda condanna delle gravissimo fatto di violenza e di sangue consumato l’altro giorno nella Duchesca poco lontano da Forcella, per punire i nostri fratelli immigrati che si erano rifiutati di piegarsi alla legge di prepotenti camorristi“.

“Provo vergogna e dolore perché il comportamento di pochi malavitosi offusca e calpesta quell’immagine meravigliosa di Napoli che sta riportando nella nostra città tanti turisti e osservatori”.

“Provo vergogna e dolore – ha continuato – perché c’è chi vigliaccamente vuole imporre la legge del pizzo persone sfortunate, costretta a lasciare la propria terra e sta nella nostra città per guadagnarsi un pezzo di pane con il quale sfamare figli parenti lontani”.

“L’esempio che ci viene dei fratelli minacciati è un esempio forte, da esaltare, seguire, imitare”. Il riferimento è al ferimento dei tre migranti che si sono rifiutati di pagare il pizzo e per questo sono stati fatti oggetto di rappresaglia e minacce nel quartiere della Duchesca a Napoli.

“Napoli prevarrà con la forza della sua cultura e la cordialità della sua gente – ha sottolineato – su una insignificante pattuglia di delinquenti che vuole arricchirsi seminando morte. Il cambiamento sarà possibile se tutti diciamo basta ai soprusi e alle prepotenze, se non abbassiamo la testa per assuefazione, se sappiamo reagire con dignità”. “Dobbiamo riappropriarci del territorio perché ne abbiamo diritto – ha concluso – Ne va di mezzo la nostra dignità e la nostra libertà”.

E annuncia la sua visita alla bimba ferita nella sparatoria non appena sarà guarita.

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