Lotta alla camorra, il procuratore Roberti: “de Magistris e Saviano devono dialogare senza divisioni”

Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, in un’intervista al quotidiano La Repubblica pone l’accento sull’importanza di non dividersi nella lotta ai clan

“Persone come Saviano e de Magistris hanno il dovere di dialogare senza divisioni, perché le divisioni fanno il gioco di chi punta sullo sfascio per lucrare sulla pelle della città: i camorristi, naturalmente, ma anche i politici collusi e gli imprenditori conniventi con la criminalità organizzata”. Lo ha affermato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Franco Roberti, in un’intervista al quotidiano La Repubblica.

“Stimo molto Saviano – ha aggiunto – e sono d’accordo con lui soprattutto quando sottolinea che delle mafie bisogna parlare sempre perché solo la loro conoscenza consente di combatterle efficacemente”. D’altra parte però, afferma Roberti, “comprendo che un sindaco faccia di tutto per mettere in luce gli aspetti positivi che pure ci sono. Soprattutto un sindaco dichiaratamente anticamorra come de Magistris, che cerca tra mille difficoltà di ottenere qualche risultato in questo senso”.

Roberti si è detto d’accordo con le affermazioni pronunciate da Rosy Bindi, che nel 2015 durante una visita istituzionale a Napoli definì la camorra come un “elemento costitutivo della città di Napoli” (vai all’articolo). Lo stesso Roberti ha però messo in guardia dal non dire che non sono stati fatti passi in avanti nella lotta ai clan. “Non è – ha affermato il procuratore – che in trent’anni di anticamorra non si è ottenuto alcun risultato, anzi. I problemi esistono, però non devono impedirci di prendere atto di alcune situazioni positive”, come la “nuova coscienza civile che sta prendendo piede, premessa di un autentico riscatto”.

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