Samp battuta, 2 a 1, ma da un Napoli a ritmo lento

Sofferenza assicurata per i trentamila del San Paolo, bambini imbacuccati inclusi, e un due a uno in estrema zona Cesarini che la magnifica Sampdoria di Giampaolo non avrebbe meritato

Il primo tempo e la complessiva organizzazione di gioco dei blucerchiati hanno detto che le pause natalizie del campionato segnano in negativo il ritorno del Napoli alle fatiche del campionato. Squadra svogliata, poco fiato, aggressività e cattiveria dimenticate sotto l’albero di Natale. Alla Samp non è parso vero di mettere in seria difficoltà Hamsik e compagni. La mediocrità degli azzurri si è sostanziata con imprecisione collettiva (i generosi attribuiscono una quota di sciatteria all’erba ghiacciata), un lontano ricordo la ragnatela a centro campo made Guardiola, opaca la regia di Jorginho, molta confusione, con la lodevole eccezione di Strinic, protagonista di un una gara vicina alla perfezione, impreziosita da scorribande imprendibili sulla fascia sinistra.

Sotto tono nell’insieme il pacchetto delle eccellenze di cui sono accreditati Hamsik, Insigne e Callejon. Mertens volenteroso ma poco di più. Preoccupazioni fugate a metà sulla tenuta di una difesa inedita per la squalifica di Albiol e la duplice trasferta di Koulibaly e Ghoulam richiamati dalla Coppa d’Africa. Autorevole Chiriches, esordio positivo di Tonelli, eroe di giornata per il gol del due a uno al 50° dopo un cross di Mertens perfezionato da Strinic e finalizzato dal pupillo di Sarri con un tiro  potente che ha trovato la traiettoria in una selva di sampdoriani arroccati a difesa della porta di Puggiani, autore nel finale di un paio di miracoli su conclusioni di Hamsik e Gabbiadini, che Sarri ha spinto in campo al minuto 27 del secondo tempo.

Il Napoli, al via del match, è stato quello brillante degli ultimi tempi solo per dieci minuti, non di più. Poi solo Samp, autorevole, ben disposta, aggressiva. La superiorità si è concretizzata al minuto trenta. Schick sfugge al controllo della difesa azzurra, crossa teso, a mezza altezza. Hysaj, nel tentativo di respingere, colpisce con il petto e il pallone beffa Reina. Autogol, 1 a 0 per la Samp. Gli azzurri possono solo lamentare un paio di sviste di mister Di Bello che non concede il rigore per due falli in area su Callejon. La reazione del Napoli non c’è e gli intirizziti tifosi napoletani sperano che l’intervallo porti consiglio.

In effetti la squadra abbandona lo stato di torpore e inizia l’assalto al forte blucerchiato, ma decisiva è l’espulsione di Silvestre per doppia ammonizione. Giampaolo riporta in panchina uno spento Quagliarella e lo sostituisce con Muriel, ricercatissimo dal mercato internazionale e pericoloso in un paio di circostanze. Sarri risponde con il cambio Zielinski per Allan e si rivede, anche grazie alla superiorità numerica, un Napoli accettabile che spinge forte in cerca del pari. E arriva dal piede di Gabbbiadini, subentrato al minuto 27 all’inconsistente Jorginho. Solito assist di Insigne per Callejon, cross al volo per il nuovo entrato, 1  a 1. Vuoi vedere che possiamo provare a vincere questa ostica partita, pensano Hamsik e compagni?

Ci danno dentro, la Samp accusa l’handicap dell’uomo in meno. Ma resiste. Cede solo al quinto minuto di recupero. Mertens innesca l’ennesima proiezione offensiva di Strinic. Cross a tre metri dalla porta, respinto con affanno dai difensori blucerchiati, irrompe Tonelli che migliore esordio in  azzurro non poteva immaginare. Gran tiro sotto la traversa, 2 a 1, ma che sofferenza.

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