Missione compiuta, Napoli ai quarti di Coppa Italia, 3 a 1 sullo Spezia

Iter con qualche imprevista complicazione, ma esito scontato

Sarri batte Di Carlo nel punteggio, altrimenti perché una serie del campionato è contrassegnata dalla lettera A e una dalla la B? Il Napoli di Coppa che chiude al San Paolo con un tranquillizzante 3 a 1 saluta i 20mila eroi evidentemente immuni da congelamento con un undici che testimonia la completezza dell’organico. Lascia al caldo dei giubbotti imbottiti, di guanti e cappelli, nove degli undici di prima scelta.

E’ l’occasione per testare le qualità di Maximovic, Rog, Giaccherini, l’affidabilità del veterano Maggio, di Giaccherini, Albiol, Diawara e Zielinski, l’alternativa Rafael di Reina e per capire i perché dell’esodo di Gabbiadini. L’ostacolo Spezia è un’opportunità interessante. Di Carlo ha saggezza calcistica da vendere e ottimizza al meglio quello che ha. Dopo due minuti e venticinque dal fischio iniziale di Pairetto, lo Spezia deve però ammortizzare un colpo da ko. Imprendibile, Zielinski vola a grandi passi verso la porta difesa da Chichizola, supera di slancio la diga difensiva spezzina e lascia partire un tiro di rara potenza e precisione.1 a 0 per gli azzurri, nella circostanza in maglia nera.

Il tempo per riaversi dura poco e la reazione dello Spezia lascia intendere che per il Napoli non sarà una passeggiata far valere le differenze di categoria. Al possesso palla sbilanciatissimo pro Napoli, la squadra di Di Carlo risponde con proiezioni in contropiede ben congegnate e una verve agonistica probabilmente impossibile da mettere in campo per novanta minuti. Dopo l’episodio che nega al Napoli il 2 a 0, complice il palo della porta spezzina che respinge un tocco in affanno della difesa, gli spezzini trovano con merito il pareggio. Piccolo (napoletano mai in  azzurro) profitta di un momento di defaillance difensiva degli azzurri. Il suo tiro, forse destinato a una parata non impossibile di Rafael è deviato da Albiol e finisce in rete.

Al via della seconda frazione di gioco, Calzona, direttore delle operazioni al posto di  Sarri, in tribuna per squalifica, sollecita Diawara e compagni a spingere con maggiore cattiveria agonistica e conta sulla minore aggressività dello Spezia, stanco per aver sostenuto ritmi forsennati nel primo tempo. Il Napoli non si fa pregare e nel giro di centoventi secondi sistema la questione del passaggio ai quarti di finale. Al minuto 55 Insigne esegue alla sua maniera lo schema firmato Sarri: cross a occhi chiusi da destra a sinistra, certo di trovare al posto giusto Giacccherini come avviene con Callejon. Magia tecnica del nazionale, al volo, 2 a 1.

Dalle qualità di Rog, giovane e promettente croato, nasce il 3 a 1.  Si proietta con velocità, potenza di gambe e determinazione verso l’area di rigore dello Spezia, si libera di forza di un difensore  e crossa per Gabbiadini, che da centravanti vero impatta il pallone con grande scelta di tempo e di petto mette in rete. Lo Spezia non si arrende ma ha speso troppo e non ha l’energia che servirebbe per provare a rimettere in discussione il risultato. Calzona chiede a Hysaj di sostituire Strinic, vittima di un infortunio di non preoccupante entità e mette a riposo anche Insigne. Gli subentra Callejon che incrementa la strepitosa serie di partite in azzurro, ma la nota più attraente della partita si deve agli ultimi dieci minuti di Pavoletti che dà il cambio a Gabbiadini.

Euforia sugli spalti e cori di benvenuto del tifo azzurro che ha risposto con una buona presenza al debole richiamo della Coppa Italia, favorito dal dono della società che ha messo in vendita biglietti da tre euro per quanti erano stati spettatori di Napoli-Sampdoria. Prossima puntata del torneo di Coppa Italia, quarti di finale in palio con la vincente di Fiorentina-Chievo.

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