No della Consulta al referendum su Jobs Act. Renzi: “Bene, salva la mia riforma si va al voto a giugno”

L’ex premier dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, dopo la decisione della Consulta di dichiarare l’inammissibilità del referendum sull’articolo 18, proposto dalla Cgil, preme per andare al voto al più presto

Roma, 12 gennaio – “Bene, finalmente una buona notizia. In ogni caso però si va a elezioni prima possibile. Al massimo a giugno”. Lo avrebbe dichiarato a Il Messaggero l’ex premier Matteo Renzi, che dal Nazareno, dove prepara il ritorno in campo, tira un sospiro di sollievo per la decisione della Consulta di dichiarare l’inammissibilità del referendum sull’articolo 18 (vai all’articolo).

Renzi tira un sospiro di sollievo perché probabilmente, dopo la sconfitta del 4 dicembre al referendum costituzionale, avrebbe rischiato un’altra bocciatura popolare. L’abolizione dell’articolo 18 non ha creato crescita e occupazione. È vero, le aziende avevano ripreso ad assumere, ma appena sono finiti gli incentivi, la disoccupazione è tornata a salire. Tutto lascia pensare che qualora si fosse votato sull’articolo 18, i “sì” sarebbero stati in maggioranza e l’articolo 18 sarebbe stato reintrodotto, così come prevede il quesito promosso dalla Cgil.

Renzi vorrebbe tornare al voto il prima possibile, ma il governo Gentiloni come fanno notare dal suo stesso partito, ha una serie di urgenze da risolvere. Non solo la legge elettorale, sulla quale si aspetterà la sentenza della Consulta sull’Italicum, che non arriverà prima di febbraio. Altre urgenze sono legate al sistema bancario, alla riforma dei voucher, la responsabilità in solido di appaltatore e appaltante.

Proprio su questi ultimi due punti il Governo starebbe pensando a delle modifiche, così da far saltare il voto sugli unici due quesiti che hanno avuto il via libera della Corte costituzionale. E allora, scampato lo spauracchio di una bocciatura alle urne del Jobs Act, ecco che l’esigenza di elezioni anticipate si fa meno forte. Per Renzi, ora Gentiloni potrebbe perfino essere ingombrante, lui che lo aveva caldamente consigliato a Mattarella. Possibile che Gentiloni resti fino a fine legislatura? Non si può escludere, di questo Renzi è cosciente così come ne sono coscienti le opposizioni e i parlamentari alla prima legislatura, che fra qualche mese (settembre 2017) festeggeranno la tanto agognata maturazione del vitalizio.

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