#VentiRighe – Fruste, collari, scarpe con il tacco a spillo, vibratori, guinzagli, falli in lattice. Non c’è (quasi) più religione

200 preti pedofili, che abusano sui bambini, aprono un nuovo, orrendo fronte dell’indignazione mondiale che negli Stati Uniti ha rivelato immondi comportamenti del clero per merito di abili giornalisti d’inchiesta e di un film che ne ha raccontato l’impresa

Parole dure di papa Francesco sul tema e di recente l’approssimativa statistica che conta duecento casi accertati di sacerdoti italiani coinvolti nella turpe violenza sui minori. Ma basta? Dal capo di questa Chiesa malata si aspetta una svolta rivoluzionaria che cancelli il divieto di sposarsi per preti e suore, obbedisca al dettato di Cristo (crescete e moltiplicatevi) erga omnes, cioè compresi i suoi ministri del culto e sani la piaga delle degenerazioni sessuali provocate dal diktat ecclesiastico sulla castità.

In contemporanea con la richiesta a Bergoglio la cronaca si occupa di tale padre Andrea Contin, preso in considerazione dalla Curia con complice ritardo. Il falso servo di Dio, falso nel senso dell’estraneità al ruolo imposto dalla tunica, parroco di San Lazzaro, è indagato per i reati gravissimi di sfruttamento della prostituzione e violenza privata. I carabinieri gli hanno sequestrato videocassette con immagini di orge e hanno accertato che navigava su siti porno alla ricerca di maschi da far accoppiare con le sue amanti.

Il clero, informato del caso anche da segnalazioni di donne che raccontavano le performance di sesso estremo del prete, è accusato di non aver investito la magistratura e con questa allucinante motivazione: i patti lateranensi richiedono che per la denuncia “occorra il consenso di chi è coinvolto”. Nella canonica del gaudente e deviato don Contin i carabinieri hanno sequestrato “oggetti da sexy shop”, definizione appropriata (è de il Fattoquotidiano). Una donna sul caso: “Il sesso? In canonica e in diverse case”. L’indagine tende a scoprire se il prete traeva profitto dagli incontri a luci rosse e dalla pubblicazione di offerte sessuali corredate da fotografie.

Le cassette ritrovate hanno contenuti sadomaso ed è abbondante il materiale per praticarlo (fruste, collari, scarpe con il tacco a spillo, vibratori,  guinzagli,  falli in lattice). Coinvolte una decina di donne, costrette a scambi di coppia e prestazioni particolari. La  sfrenata fantasia sessuale del parroco era senza limiti e zero rispetto per la condizione di servo di Dio. Da accertare anche la presenza di altri preti ai “festini”. Nella libreria della canonica le cassette delle orge era titolate con altrettanti nomi di papi. Chissà se anche con quello di  papa Francesco.

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