Ex area nato di Bagnoli, de Magistris: “quell’area deve essere restituita alla città, per farne un grande polo per i giovani”

Il sindaco critica la decisione della fondazione Banco di Napoli, che vorrebbe mettere in locazione a privati gli edifici del complesso ex area Nato

Napoli, 18 gennaio – “Abbiamo appreso dal sito della fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia, proprietaria dell’area ex Nato, della volontà di mettere in locazione gli edifici del complesso. Abbiamo sempre affermato che quell’area deve essere restituita alla città, per farne un grande polo per giovani, per lo sport, per attrezzature collettive, ricerca, formazione, secondo un progetto unitario”. Lo afferma il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, criticando la decisione della fondazione Banco di Napoli, che vorrebbe mettere in locazione a privati gli edifici del complesso ex area Nato.

“Nel marzo 2016 – prosegue il sindaco – abbiamo redatto un masterplan, discusso con le collettività locali. Nel masterplan si individuano le destinazioni dei singoli edifici e le attrezzature pubbliche destinate ai cittadini del quartiere e ciò costituisce un preciso impegno, sancito anche dal piano regolatore. Tutto questo consentiva di rendere disponibile una prima parte del complesso, in attesa della redazione del Piano urbanistico da condividere con le collettività.

“La scelta della Fondazione di mettere sul mercato singoli edifici senza un progetto unitario, affidandosi al mercato, tradendo la finalità principale del Masterplan, contraddice tale impostazione, persegue una logica immobiliaristica e – conclude la nota – destina quell’area a una nuova chiusura rispetto alla città”.

Nel 2013 tra la Fondazione e il Comune era stato redatto un protocollo d’intesa, che definiva l’ex collegio Ciano “grande attrezzatura di carattere sociale rivolta principalmente ai giovani”. In realtà questo protocollo non è mai divenuto esecutivo e quindi il Comune pensò di redigere il masterplan, che per stessa ammissione di de Magistris doveva servire a fare un passo in avanti e superare le resistenze della fondazione. “L’idea di fondo – spiegò il sindaco – è quella di aprire l’area di San Laise alla città, facendone una città dei giovani, della cultura, dello sport, luogo di produzione economica, di intrattenimento, di residenzialità per i giovani”.

Pare quindi che la fondazione abbia deciso di ignorare il protocollo d’intesa e i locali saranno offerti in locazione a imprese private. Sul suo sito la fondazione ha evidenziato che sono “Disponibili 19 edifici di varia dimensione, da 500 a 10 mila metri quadri in locazione, vigilanza armata 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno e videosorveglianza per l’intero complesso, 1500 posti auto, aree verdi diffuse”. Decisione questa che sta facendo indispettire non poco l’Amministrazione comunale, che vorrebbe fare dell’area un polo per i giovani.

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