#VentiRighe – Populismo e dintorni

Quel “simpaticone” di Trump

Il “Venerdì” di Repubblica ospita la nota settimanale di Diego Bianchi, in arte Zorro (quello di Gazebo e di un romanesco davvero esagerato). La sua recente esternazione è tutta nel titolo “Trump non si batte dandogli del cafone. Non è bastata la lezione di Berlusconi?” Eh no, questa volta Zorro agita la spada a vuoto. La stella di Berlusconi è tramontata proprio per come i media lo hanno stretto all’angolo con le denunce sul Rubygate e i plurimi infortuni giudiziari. E’ perdente anche il milione di donne americane che con la loro presenza hanno offuscato la cerimonia di insediamento di Trump? E’ ininfluente il rifiuto di artisti e intellettuali che l’hanno disertata? I giornali democratici dovrebbero evitare, perché inutile, il racconto sul populismo razzista, omofobo, reazionario del tycoon, sull’autarchia del dichiarato protezionismo, sul frego tirato come primo atto ufficiale che ha cancellato la legge sanitaria di Obama a favore di tutti gli americani e specialmente dei più sfortunati? Si dovrebbe rimanere indifferenti di fronte alla minaccia racchiusa nello slogan revancista più volte ripetuto “America first”? Il peggio è nelle timidezze nostre e di altri membri della comunità che accettano come normale il detto “morto un re, via il re (cioè Trump).

Austriaci tirolesi

In tema di razzismo. Roma subirà, le piaccia o no, i manifesti dei separatisti tirolesi. Il Tar del Lazio autorizza l’affissione nelle strade della capitale d’Italia perché “non lesivi della Costituzione italiana”. Cosa c’è scritto sullo sfondo della bandiera austriaca? “Il Sud Tirolo non è l’Italia”.

A Correggio, provincia di Reggio Emilia, è segretario della Lega Nord tale Riccardo Rovesti, fervido sostenitore del diktat “emigranti via dall’Italia”. Pensate al rospo indigesto che deve ingoiare: la madre e la sorella hanno affittato appartamenti ai profughi.

Gli amici del comico

Sono allarmi inascoltati a giudicare dall’assurdo di sondaggi che a dispetto di oramai diffuse defaillance dei grillini e della loro inconsistenza politica ottengono alto gradimento nei sondaggi: nessun dubbio, è onda lunga il  populismo e colpisce la democrazia come uno tsunami. Il comico e chi gli va dietro hanno fiutato l’aria che tira. In Italia strizzano l’occhio alla destra e parlano l’identico idioma di Salvini, in Europa sono in compagnia, per la verità umiliata, di Farage, fanatico Francexit, il rampante Casaleggio tiene in serbo l’atout dell’alleanza post elettorale con la neofascista Meloni e il compare Salvini. Mancava il capitolo mondo e il comico lo colma con il piglio autoritario comune a mister Trump e al dispotico Putin. Con il neo presidente Usa, che risponde picche alla richiesta di mostrare la dichiarazione dei redditi, c’è empatia, dice il comico. “Con lui e Putin si aprono scenari di pace. Donald è un moderato”. Non si tratta di una battuta del suo copione tesa a far ridere.

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