Viola violati: bruto gioco di parole ma è il succo dell’1 a 0 di Napoli-Fiorentina

Non ce n’è per nessuno. Aspettando il nemico per la semifinale (Juve o Milan) succede che al minuto 26 del secondo tempo gli azzurri, in elegante completo nero, da sera, azionino il turbo di un motore che quando gira a mille batterebbe anche Usain Bolton sui cento metri

Vola Insigne, vola Hamsik, vola Callejon. Lancio perfetto di Lorenzo a sinistra dove trova lanciato a tutta velocità lo slovacco che con la coda dell’occhio vede fiondarsi a  rete lo spagnolo. Cross millimetrico, testa potente si piegano le mani di Tatarusan e il San Paolo esulta. Un San Paolo che nella gran festa per il salto senz’asta dell’ostacolo Fiorentina non dimentica le vittime e chi soffre per il terremoto. Un paio di striscioni dimenticano il tifo campanilista e invitano il mondo del calcio a destinare l’un percento di incassi e lauti stipendi alla gente del centro Italia. L’altro dice loro “Forza, non mollate”.

Francamente queste testimonianze di solidarietà fanno dimenticare la tensione di un incontro tosto, vinto dal Napoli con merito, ma perso dai toscani senza demerito. Il primo tempo è quasi privo di storia, la partita è nelle mani di Hamsik e Insigne, con il supporto lodevole di Zielinski, Diawara e Callejon, la difesa alta è ben presidiata dal solido Albiol, da un  Maximovic in crescendo, un esemplare Strinic, castigamatti dei viola sulla fascia sinistra, e un discreto Hysaj. Di Pavoletti sarà preferibile parlare più in là.

Per il momento la squadra è impostata sulle incursioni sprint dei “tre piccoli” e l’alternativa del centravanti “vero” è nella mente di Sarri, non ancora in campo. Notevole una punizione di Insigne dalla posizione preferita che sfiorata da Tatarusanu scheggia la traversa e un paio di opportunità per i viola, una su colpo di testa di Astori risolto da Reina con una provvidenziale manata in acrobazia. Nel second time ripartono con altro piglio gli uomini di Sousa e sembrano prendere le contromisure dello schema napoletano di lanci per Callejon che sbuca alle spalle del difensore diretto.

Sarri, in castigo per la squalifica subita a seguito del battibecco non proprio da Monsignor Della Casa con Mancini, manda un messaggio al vice Calzona: fuori Pavoletti, dentro Mertens. Prima in campo Maggio per Strinic, infortunato, e a otto minuti dal 90°, sotto l’incalzare preoccupante dei viola, Allan per Hamsik. Si gioca fino oltre il 96esimo e per una decina di minuti con l’uomo in meno per l’espulsione di Hysaj (doppia ammonizione), poi in parità per quella di Maxi Olivera. Servono  a poco i cambi di Sousa. Entrano Borja Valero e Ilicic per Bernardeschi (incomprensibile decisone) e Cristoforo. Con chissà quale speranza il tecnico a sei minuti dal novantesimo spedisce in attacco Babacar, responsabile di falli ripetuti su Calllejon che concedono al Napoli di far scorrere i minuti senza danni. Fantastico il gol di Callejon, non meno la punizione di Insigne che al minuto 63 colpisce di nuovo l’esterno dell’incrocio dei pali. Sarri permetterà una domanda sulla convinzione zero degli azzurri che usufruiscono di calci d’angolo. In aerea e nei dintorni solo 4 o 5 giocatori, quasi disinteressati all’esito del tiro, contro otto o nove difensori. L’esito è sempre scontato: nulla di fatto, ma come canta la Orietta nazionale “fin che la barca…”

Lascia un commento