L’Italicum è in gran parte incostituzionale. La Consulta cancella i capilista bloccati e boccia il ballottaggio

La Corte Costituzionale ha accolto in parte i ricorsi presentati dai tribunali di Messina, Torino, Perugia, Trieste e Genova sull’Italicum. A sollevare le obiezioni il pool di avvocati che si era battuto contro il Porcellum

Roma, 25 gennaio – L’Italicum è in gran parte incostituzionale. A deciderlo la Corte Costituzionale, che dopo diverse ore di camera di consiglio, ha emesso la sentenza sulla legge elettorale voluta dal governo Renzi e approvata con la fiducia nell’aprile 2015. La Consulta con la sentenza emessa oggi cancella i capilista bloccati, boccia il ballottaggio e dà via libera al premio di maggioranza. Per quanto riguarda le pluricandidature, queste vengono bocciate per metà. Infatti è stata dichiarata illegittima la parte che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. Resterà il sorteggio che deciderà dove il capolista dovrà essere eletto.

Parzialmente soddisfatti i ricorrenti. “È stato fatto il minimo indispensabile” ha commentato l’avvocato Vincenzo Palumbo. “Io – spiega – avrei voluto che questa legge elettorale, fatta con un procedimento di dubbia costituzionalità che ha messo tra parentesi la rappresentatività del Paese, fosse eliminata. Così non è stato, la Corte ci spiegherà perché”. Secondo un altro avvocato, Roberto Lamacchia, la sentenza è “un buon risultato, anche se si poteva fare di più”. Per il legale “ha prevalso il concetto del valore della rappresentanza dei cittadini e l’importanza del loro voto. Forse si è persa l’occasione per affossare definitivamente una legge che a nostro avviso era antidemocratica. Ma tutto sommato è un risultato positivo”.

Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Lega Nord sembra vogliano andare al voto il prima possibile. Per il renziano Ettore Rosato “bisogna andare a votare subito” e la legge così come così come modificata dalla Corte “è immediatamente applicabile, perché si tutela il principio costituzionale di dare la possibilità al presidente della Repubblica di sciogliere le Camere”.

Il cuore dell’Italicum è saltato: la nostra battaglia politica contro quella legge, per la quale mi sono dimesso da capogruppo, aveva un fondamento. Ora il Parlamento deve lavorare, nei tempi necessari, per un sistema elettorale che rispetti i due principi di un equilibrio corretto tra rappresentanza e governabilità e non avere mai più un Parlamento di nominati”, afferma Roberto Speranza della minoranza Pd.

“Fumata bianca della Consulta. Habemus Legalicum! Ora c’è una legge elettorale costituzionale e pronta all’uso per il voto subito. Nella sentenza è specificato che: ‘la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione’. Non ci sono più scuse”. Lo afferma Beppe Grillo con un post sul suo blog. Per il deputato Alessandro Di Battista, la sentenza della Consulta dimostra che “Renzi e Boschi hanno sbagliato tutto”, per questo “dovrebbero chiedere scusa e sparire dalla scena politica”.

“Legge elettorale subito applicabile, dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #votosubito”. Lo scrive su Twitter Matteo Salvini della Lega Nord. Di diverso avviso Forza Italia, che chiede di armonizzare i sistemi elettorali di Camera e Senato. “La decisione della Corte costituzionale in merito all’Italicum cancella definitivamente il ballottaggio, bandiera di Renzi e del renzismo. Aveva ragione il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: la totale difformità tra il sistema elettorale della Camera dei deputati e quello del Senato necessita un deciso intervento parlamentare per armonizzare i due sistemi di voto” scrivono in una nota i deputati forzisti.

“Dopo la Riforma bocciata da 20 milioni di italiani al Referendum, la Consulta boccia gran parte Italicum. Cosa resta dei 1000 giorni di Renzi?”, afferma sarcastico il capogruppo alla Camera di Sinistra Italiana, Arturo Scotto.

I giudici si sono espressi. Alla politica ora il compito di scegliere se usare l’Italicum così come riscritto dalla Consulta oppure trovare una soluzione legislativa diversa. Il tempo per scrivere una nuova legge elettorale c’è, visto che la scadenza naturale della legislatura è nel 2018. Con uno sforzo di tutti si potrebbe andare al voto prima, ma non c’è al momento accordo tra le forze politiche e il pericolo che a qualcuno venga in mente di approvare una nuova legge elettorale a colpi di fiducia o comunque imporre la propria idea a tutti (Mattarellum?), così come fece Renzi, è purtroppo dietro l’angolo.

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